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Il Cosenza senza Fiore? C’è un piano segreto

Il Cosenza senza Fiore? C’è un piano segreto

Guarascio e Quaglio puntano a fare terra bruciata intorno all’ex azzurro privandolo dei suoi più stretti collaboratori. A quel punto lo indurrebbero a farsi da parte.

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L’avvocato Domenico Quaglio è pesona fidata del presidente Guarascio (foto mannarino)

Una premessa è fondamentale: agli occhi di qualsiasi addetto ai lavori risulta incredibile che la società del Cosenza stia facendo di tutto per non avvalersi di Fiore e del suo entourage che, tra mille inadempienze e in una situazione estremamente labile, non solo hanno allestito uno squadrone spendendo un quarto di quanto sarebbe costato, ma hanno saputo tenere unito lo spogliatoio che altrimenti si sarebbe determinato in maniera pesante. Chiusa parentesi, il gioco di Guarascio, sempre più legato all’avvocato Quaglio, intenzionato a tenersi stretta la poltrona di amministratore delegato nonostante la volontà della piazza, è stato scoperto: si vuole indurre Stefano a sbattere la porta per poter gestire la società senza grilli parlanti. Tuttavia, sanno benissimo che non possono essere loro a prendere direttamente il provvedimento, del resto la tifoseria nell’assemblea pubblica è stata chiara. Spinti da “voci esterne” hanno una sola carta da poter mettere sul tavolo. Il progetto prevede di fare terra bruciata intorno all’ex azzurro, facendo leva sulla volontà degli amministratori di volersi avvalere solo della sua figura. Impensabile che Fiore possa privarsi di amici fraterni, ancor prima che di uno staff vincente, che hanno inciso quanto lui nella gestione della squadra e del settore giovanile. L’avvocato Leonetti rappresenta per i calciatori un punto di riferimento a trecentosessanta gradi, specialmente fuori dal rettangolo verde dove non ha mai fatto mancare il suo apporto quando i telefonini di Guarascio e Quaglio squillavano a vuoto. Basta dare uno sguardo alle foto di Arezzo che ritraggono i responsabili dell’area tecnica portati in trionfo (e i dirigenti e l’allenatore a guardare da lontano) per farsi un’idea dell’armonia che regnava tra le parti. Pierpaolo Perri, al momento fuori della società, è la persona da ringraziare se Mosciaro ha giocato con i rossoblù e per il Cosenza si è impegnato (economicamente parlando) più di molti soci citati nel comunicato. Da team manager si è fatto in quattro, stringendo legami umani con chi la domenica vinceva sul rettangolo verde. Francesco Candelieri ha gestito invece Juniores ed Allievi all’opposto di Guarascio e Quaglio con la prima squadra, vale a dire con puntualità, presenza e autorevolezza. I ragazzi più giovani vedono in lui il “presidente”, l’unico e solo della Nuova Cosenza.
Fiore è stato chiaro: rinnovargli l’incarico significherebbe dargli carta bianca nella scelta di ogni componente con cui poi dovrà rapportarsi. Guarascio e Quaglio lo hanno convocato per domani pomeriggio per discutere “di un eventuale coinvolgimento diretto in società”, pur sapendo che non entrerà mai con loro in affari. Il progetto segreto è stato svelato, ognuno quindi ne tragga le sue considerazioni. Stefano vuole continuare a fare il ds ed ha spiegato loro davanti al sindaco che se nessun imprenditore si è mai avvicinato al Cosenza è proprio per colpa di chi lo amministra. Senza la sua persona a fare da garante morale con nuovi soggetti interessati, saranno tempi bui per i Lupi. Il Cosenza, la città, i tifosi, hanno bisogno della professionalità di Fiore e non dei suoi soldi. Guai a pensare il contrario.   (Luca Sini)

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