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Secondo il regolamento la Vallée d’Aoste è già fuori dalla Lega Pro

Secondo il regolamento la Vallée d’Aoste è già fuori dalla Lega Pro

Le norme fanno sperare il Cosenza, ma è probabile che toccherà alla Corte Federale dare un parere definitivo sulla vicenda col rischio di penalizzare altre squadre e creare un precedente.

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Alassani e Ciano in azione nello sfortunato match di Marsala perso 2-0

C’è poco da discutere circa la situazione della Vallée d’Aoste. Il club granata, insieme ad altri dieci, è stato escluso in prima istanza dai tornei professionistici dal Consiglio Direttivo di Lega Pro. La situazione per il sodalizio del presidente Filippo Filippella è abbastanza ingarbugliata perché se da un lato le difficoltà economiche possono essere superate, è impossibile dall’altro che per quanto concerne lo stadio si riesca a trovare una soluzione a norma di legge prima dell’inizio del campionato fissato per il 2 settembre. Filippella ha dichiarato: “Abbiamo due tipi di difficoltà. Il primo è riguardante la fideiussione, che non siamo riusciti a presentare in tempo utile. Entro massimo l’inizio della prossima settimana provvederemo a presentarla. Ci abbiamo messo più del previsto perché abbiamo dovuto adempiere a diverse pratiche burocratiche per il passaggio dai dilettanti ai professionisti. Partiremo con il punto di penalizzazione, ma lo sapevamo. Il secondo problema è lo stadio. Purtroppo il nostro impianto di Saint Christophe non è a norma per quanto riguarda la Lega Pro, e non c’è nessuno stadio adeguato nella nostra Regione. L’amministrazione regionale si è dichiarata disponibile a sistemare lo stadio, ma non si farà mai in tempo per l’inizio del campionato. Abbiamo chiesto la possibilità di giocare ad Ivrea, ma come sapete le norme derogano solamente all’interno della Regione di appartenenza”. Infatti il regolamento parla chiaro. Il Sistema Licenze Nazionali 2013 al punto 3 comma b del Titolo II (Criteri infrastrutturali) spiega che, nel caso in cui la società non abbia la disponibilità di un stadio nel proprio comune, deve presentare entro il 20 giugno istanza per ottenere la deroga a svolgere l’attività per la stagione 2012/2013 in un impianto non ubicato nel proprio comune, corredata dalla giusta documentazione nonché dal nullaosta del Prefetto relativa ad un impianto ubicato per le società di Prima Divisione e Seconda Divisione nella regione del comune in cui ha sede la società. Il passaggio è fondamentale e non è affatto secondario. In Valle d’Aosta non esistono campi sportivi che rispettino i requisiti minimi indicati dalla Lega Pro, pertanto i granata a termini di regolamento sarebbero già esclusi dalla Seconda divisione senza se e senza ma. L’escamotage di Ivrea, che dista comunque 70 km ed è in Piemonte, non dovrebbe essere fatto passare. In caso di non accoglimento dell’istanza da parte della Commissione Criteri Infrastrutturali, la Vallée d’Aoste potrà presentare richiesta di riesame al Presidente federale che deciderà sentito il parere della Lega competente. C’è il rischio tuttavia di creare un pericoloso precedente e di produrre un’ingiustizia verso quelle squadre che hanno trovato delle sistemazioni onerose. E’ il caso dell’Hinterreggio che per giocare al Granillo corrisponderà un tot alla Reggina e al comune di Reggio Calabria. Il Cosenza è alla finestra, ma il regolamento è dalla parte dei rossoblù.  (Luigi Brasi)

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