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Sceneggiata… alla cosentina

Sceneggiata… alla cosentina

– l’editoriale di Piero Bria – 
Va in onda l’ennesima puntata della serie tanto cara ai tifosi. Stavolta però sono cambiati attori e protagonisti, anche se l’oggetto del contendere è sempre lo stesso…

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E chi lo ha detto che la “sceneggiata” è solo napoletana? Qui da noi il calcio è tutto tranne che una cosa seria. Perché, qualora lo fosse, si cercherebbe di organizzarsi in tempo record per cercare di costruire qualcosa di solido e duraturo.
Va in onda invece l’ennesima “sceneggiata” che riguarda il Cosenza calcio. Come se quelle vissute negli anni precedenti non fossero bastate. Cambiano gli attori ma non la sceneggiatura.
E c’è da restare allibiti nel sentire le parole dei protagonisti.
Cominciamo da Guarascio. Contattato telefonicamente, dopo la riunione di qualche giorno fa con Fiore, è riuscito a non dare risposte concrete per almeno un quarto d’ora. Il presidente si è superato ogni qualvolta gli si chiedeva una risposta chiara e concisa. Poi quando è stato il momento di chiarire gli aspetti inerenti il futuro del Cosenza calcio e la figura di Fiore si è passati alle frasi di circostanza “c’è bisogno dell’aiuto di tutti – con Fiore mai avuti problemi – il Cosenza merita altre categorie” e via discorrendo.
Da Guarascio a Silletta. Quest’ultimo afferma: “Al buio non si farà più niente. Le risposte ricevute, sia sul passato che in merito ai programmi futuri, non mi hanno per nulla soddisfatto. Il presidente e Quaglio hanno gestito il club e tocca a loro il compito di chiarire i loro passaggi, la distribuzione delle quote e i progetti in cantiere. Se faranno luce su questo io sarò pronto a rimettermi in gioco”. Domanda per Silletta? Lui, in questa stagione, dove è stato e soprattutto che ruolo ha avuto? Non solo. Non ci siamo mica dimenticati quando la Nuova Cosenza calcio si insediava al grido di “calcio trasparente”. Ragion per cui Silletta mette in dubbio quella “trasparenza” che è stato il cavallo di battaglia di Guarascio e di una società di cui anche lui è parte integrante (almeno sulla carta).
In tutto questo continuano le riunioni. Si parla tanto e si conclude poco. Il tempo passa e la sceneggiata continua. I tifosi aspettano con la società che prende tempo. Peccato che a breve ci sarà poco di che parlare. Bisogna, purtroppo, mettere mani al portafogli. Quel giorno non basterà neppure la diplomazia.

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