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Il presidente non può mollare il Cosenza

Il presidente non può mollare il Cosenza

L’esternazione di Guarascio pare non sia stata gradita da nessuno, amministrazione comunale inclusa. Da stamattina si dovrebbero mettere nero sul bianco gli accordi già trovati col nucleo di calciatori appartenenti alla vecchia guardia.

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Varriale e Adriano Fiore contrastano Citro della Valle Grecanica (foto mannarino)

Fra giocatori bloccati e pronti a ridursi gli ingaggi per restare a Cosenza e ricorsi da portare avanti, lasciare tutto ora sarebbe un fallimento senza precedenti. Fiore e Leonetti hanno il si dei calciatori e Guarascio ha scomodato il sindaco e i ministri, portando la vicenda addirittura in parlamento. Un ribaltone in questo momento sarebbe deleterio. Specie con una squadra pronta a lottare in D per tornare fra i professionisti. Fra poche ore è fissato un incontro per mettere sotto contratto una serie di calciatori, pronti, già da tempo, a riabbracciare il pubblico di fede rossoblù. Purtroppo però, dopo una giornata tormentata, fra le notizie sul ricorso ritenuto non ammissibile e le dichiarazioni a caldo preoccupanti di Guarascio, la situazione diventa sempre più complicata. E’ importante partire da un dato inconfutabile. La rosa che dovrebbe affrontare il prossimo campionato di D, in attesa del ricorso del Tar che potrebbe restituire ai Lupi il maltolto, è praticamente fatta. Gran parte degli uomini che da Gennaio in poi hanno catalizzato l’attenzione di diversi addetti ai lavori, strappando gli applausi del pubblico rossoblù, sono da tempo pronti a mettere tutto nero su bianco. Parisi, Varriale, Arcidiacono, Fiore, Marano e soci, hanno un accordo verbale che va solo sancito con firme e soprattutto garanzie. Manolo Mosciaro così come altri, ha rifiutato una offerta irrinunciabile, ed è pronto a ridursi l’ingaggio e non di poco per vestire ancora la maglia della sua città. Il popolo rossoblù apprezza e resta in attesa ma la situazione non è delle più semplici. La dichiarazione di Guarascio che ha reagito male alla sentenza dell’Alta Corte del Coni, affermando che ha pensato di mollare tutto, ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Pare che anche l’amministrazione comunale non abbia particolarmente gradito l’esternazione del presidente. Il motivo è facilmente intuibile. Il presidente Guarascio ha interpellato il primo cittadino della città che con Stefano Fiore si è esposto pubblicamente raggiungendo Roma, incontrando le massime cariche del calcio italiano e non solo. La vicenda è arrivata addirittura sulla scrivania del ministro Gnudi ed è stata oggetto di una interrogazione parlamentare. Un po’ troppo per mollare dopo la sentenza di ieri. Senza dimenticare il lato tecnico. Fiore e Leonetti hanno bloccato calciatori che hanno rifiutato grosse offerte per ricambiare l’affetto dei tifosi e il lavoro svolto a loro sostegno dai dirigenti dell’area tecnica. L’ex numero dieci della nazionale si è esposto dopo aver ricevuto anche il mandato per trovare una sede per il ritiro e per bloccare il materiale tecnico. Ora però, è giunto il momento di mettere sotto contratto la rosa e partire, nuovamente in ritardo nonostante i proclami, per dare il via alla nuova stagione. Il presidente ha chiesto a tante figure importanti della città silana di impegnarsi per salvare il club. Dal sindaco ad un ex nazionale. Senza dimenticare tutti gli amministratori che ricoprono cariche importanti nelle istituzioni dello stivale. Ora è arrivato il momento che si esponga lui. Fra problemi, criticità, silenzi, e cose non dette, dopo un anno di immobilismo si è giunti alla resa dei conti. Il Cosenza, ha bisogno di una squadra e di un futuro. (Francesco Palermo)

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