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Cosenza Mes que un club

Cosenza Mes que un club

“Sembra che il direttore Stefano Fiore voglia fare proprio lo sprone dei blaugrana e cucirlo addosso alla sua città”. E’ questo il concetto espresso dal tifoso Paolo Linnato in un’interessante lettera, meritevole di pubblicazione, indirizzata al direttore Piero Bria.

BARCA

L’ingresso del Camp Nou di Barcellona, il tempio del calcio


In merito alla presa di posizione dei responsabili dell’area tecnica circa la questione legata al marchio del Cosenza 1914, uno dei tanti tifosi rosoblù che quotidianamente spulcia cosenzachannel.it ha indirizzato un’interessante mail al direttore Piero Bria. Ha sottolineato di come si possa ripartire, anche in vista del centenario, da quello storico brand legandolo definitivamente alla città. In più ha proposto un testo che di seguito riportiamo integralmente perché meritevole di attenzione.
“Catalanitat, universalitat, compromis social, democracia, così recita all’ingresso del Camp Nou a Barcellona un manifesto che è molto di più che un semplice motto, è una filosofia di vita. Senza voler scomodare grandi e distanti, geograficamente e economicamente, paragoni appare quasi scontato affiancare questi concetti con quanto esposto come obbiettivo immediato e futuro della Nuova Cosenza Calcio nella conferenza stampa di apertura della stagione 2012/2013 dal Direttore Tecnico Stefano Fiore. Lo stesso, scelto ormai da tempo dalla tifoseria rossoblu quale simbolo e vessillo della cosentinità sportiva, scandisce con metodo e precisione alcuni chiari concetti guida che dovranno caratterizzare il cammino sportivo del prossimo futuro: cosentinità, appartenenza, adeguamento alla realtà socio economica nella quale viviamo, coinvolgimento di una città intera. Sembra quasi che il direttore voglia far proprio lo sprone dei blaugrana e cucirlo addosso ad una squadra ed ad una città che da ormai troppo tempo ha perso quell’attaccamento ai colori sociali che da sempre hanno contraddistinto Cosenza e i cosentini. Eppure per quanto possano sembrare parole scontate e, per qualcuno, anche populiste, è, e non può essere altrimenti, questo l’ultimo baluardo della Cosenza rosso blu: valorizzazione del territorio; condivisione sociale di obbiettivi comuni volti a creare in casa tutto quanto possa servire a sopravvivere in un calcio ormai fiaccato da troppi debiti e da troppo pochi sogni da realizzare; appartenenza al branco e voglia di conquistare con le nostre capacità quegli obbiettivi sportivi lontano ricordo di un calcio che fu. E’ necessario, assolutamente vitale, cambiare rotta, invertire definitivamente una mentalità sfinita e logorata, modernizzarsi ritornando al territorio ed al senso di appartenenza, per poter un giorno non lontano anche noi dire: Cosentinità-Aappartenenza-Compromesso Sociale-Coinvolgimento.
Cosenza Mes que un club
(Paolo Linnato)

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