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Cosenza, respinta l’istanza cautelare. “Andremo al Consiglio di Stato”

Cosenza, respinta l’istanza cautelare. “Andremo al Consiglio di Stato”

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ritiene prevalente l’interesse del regolare svolgimento dei campionati già iniziati rispetto alle possibili ragioni del club rossoblù.

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I tifosi del Cosenza sono stati ancora una volta mortificati dal “palazzo”

Il Tar del Lazio, nella pronuncia pubblicata poco dopo le 14.30 circa il ricorso presentato dal Cosenza avverso l’esclusione dalla Lega Pro, ha ritenuto di dover respingere l’istanza cautelare proposta dalla società rossoblù rappresentata dall’avvocato Oreste Morcavallo. Nella breve motivazione il Tar ha ritenuto, nella comparazione degli interessi coinvolti, prevalente quello manifestato dalla Lega in riferimento al mantenimento dell’attuale assetto dei campionati iniziati il 2 settembre. E’ dato leggere nell’ordinanza citata, anche in riferimento ad un’eventuale sussistenza delle ragioni poste dalla società rossoblù, per quanto limitatamente all’accoglimento della sospensiva richiesta, che comunque il Tar ritiene non così evidenti le ragioni proposte, ripercorrendo di fatto quanto già espresso a suo tempo dall’Alta Corte di Giustizia. Nei fatti, pur non avendo deciso nel merito, il Tar, allo stato, ha inchiodato la Nuova Cosenza Calcio in Serie D frustrando le aspettative del popolo rossoblù. A questo punto ci si chiede se la società bruzia riterrà di proseguire nel percorso intrapreso oppure se accetterà passivamente il verdetto del pomeriggio. Resta comunque il rammarico per gli sportivi silani di assistere ancora una volta ad una decisione che assume contorni più politici che giuridici, almeno da una prima lettura. L’estensore dell’ordinanza è stato il Presidente Dott. Giuseppe Daniele, unitamente al Consigliere Dott. Domenico Lundini e al Consigliere Dott. Carlo Taglienti. Ci sembra comunque di dover criticare anche il contenuto di questa ordinanza dal momento che il bilanciamento degli interessi contrapposti, da un lato ha ritenuto prevalente la circostanza che il campionato fosse già iniziato, mentre dall’altro non ha ritenuto necessario il rispetto delle regole scritte e che fondano il gioco del calcio. Tale vicenda potrebbe di fatto aprire un clamoroso precedente in virtù del quale chi non rispetta il regolamento, o comunque lo “aggira”, avrà ugualmente l’opportunità di farla franca a danno di chi, invece, coltivando aspettative e speranze, si troverà a vederle umiliate. L’esultanza di Arezzo, dal sapore di promozione, è, ahinoi, risultata vana. O comunque tale da non doversi ritenere prevalente rispetto ai superiori interessi di palazzo. (Luigi Brasi)
GUARASCIO. Il presidente del sodalizio silano è stato lapidario al Sanvitino. “Non ci arrenderemo e ricorreremo al Consiglio di Stato. Mi incontrerò lunedì con Morcavallo e lo stesso giorno presentremo il nuovo ricorso. Sono fiducioso perché il Consiglio di Stato è un organo superiore al quale poco importa dell’inizio dei campionati”. (f. p.)

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