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Il no del Tar al Cosenza secondo l’avv. Pallo

Il no del Tar al Cosenza secondo l’avv. Pallo

Un commento diretto e appassionato che mette a nudo la serie di contraddizioni che hanno condizionato l’intera estate rossoblù e che hanno indignato i sostenitori dei Lupi.

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L’avvocato Antonio Pallo di fianco al direttore Piero Bria (foto rosito)

E’ estremamente difficile riuscire a commentare tecnicamente questa vicenda soprattutto tenendo in considerazione la passione per questi colori e il desiderio di vedere la nostra squadra sempre più in alto dal punto di vista dei risultati e dei campionati. Certo però che la vicenda Valle d’Aosta, iniziata a fine luglio con la sentenza dell’alta corte di giustizia e, per ora, suggellata dall’ordinanza del Tar del Lazio lascia adito a percepire una evidente e manifesta indifferenza delle stanze del potere al fondamentale assioma sul quale si basa il vivere civile in ogni suo aspetto e manifestazione: il rispetto delle regole scritte e precostituite! Ancora una volte, come terribilmente ormai è consuetudine nella storia del Cosenza Calcio, gli interessi prevalenti posti dalle varie leghe di turno contrapposti ai nostri, giustamente rappresentati, vengono frustrati in virtù della cosiddetta “ragion di stato”, principio cardine introdotto da chi in via illegittima riesce ad imporre le proprie ragioni disattese dalle regole scritte. Ci hanno riferito di non poter ambire ad alcun ripescaggio, anche se in realtà abbiamo chiesto l’ammissione, ci hanno detto che, anche se codificata in altro modo, la regola sulla territorialità è derogabile in virtù di eccezionali e non meglio precisate ragioni, ci hanno infine detto che la regolare trasmissione della documentazione per ottenere l’ammissione ad un torneo federale non è norma cogente ma basta una semplice fotocopia in luogo dell’originale purché poi, anche dopo qualche giorno questo benedetto documento arrivi. Infine ci hanno detto che il regolare svolgimento dei campionati già iniziati è interesse prevalente rispetto ai, sebbene potenziali, motivi di lamentela… Peccato però che nel corso della storia più o meno recente il ritardo della trasmissione della documentazione comportò a suo tempo l’esclusione dal campionato di serie B, peccato però che nei testi universitari e nelle lezioni a suo tempo impartitemi è dato tuttora leggere che la legge è uguale per tutti e soprattutto che la forza cogente di una norma inderogabile non può e non deve essere mai messa in discussione. Scrissi a suo tempo, forse senza essere troppo compreso nel tono ironico, che avremmo dovuto ricorrere prima, allorquando cioè al termine del campionato regolare venne emessa quella ordinanza di esclusione di qualsivoglia ripescaggio, perché quella decisione oggi appare come il primo tassello di un mosaico abilmente costruito per impedire a società poco gradite di accedere a posizioni di prestigio ed ancora una volta oggi affermo che avremmo dovuto iniziare questa battaglia molto tempo prima, onde evitare che l’ignoranza e l’arroganza assumesse potere perché: una cosa è ammissione ed esclusione altro è ripescaggio; le regole valgono per tutti ed a tutte le latitudini Nord-Sud Valle d’Aosta-Calabria; lo stato di diritto non è un orpello inutile, le regole non sono una vana parola da utilizzare all’occorrenza, il rispetto delle regole del gioco garantisce pari opportunità, permette a noi malati di calcio di gioire arrabbiarci piangere o ridere consapevoli che la passione è comunque garantita nella sua essenza da una superiore unica chance per tutti. Da oggi, passatemi l’espressione, non so se sarà più cosi e probabilmente per vincere non basterà più segnare un gol più degli altri, forse sarà necessario molto altro.  (Antonio Pallo)

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