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Cosenza, tre punti che valgono sei

Cosenza, tre punti che valgono sei

Dalle certezze di inizio campionato ai dubbi della partita contro il Ribera. Il carattere e la voglia di vincere sorreggono i lupi in una domenica non proprio brillante.

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Guadalupi abbraccia Frlez dopo la vittoria di ieri contro il Ribera (foto mannarino)

Tre punti pesanti per i rossoblù di Gianluca Gagliardi che al 90′ strappano una vittoria che ormai sembrava sfumata. L’analisi della partita non può prescindere da due considerazioni preliminari: il gran caldo e la condizione fisica ancora approssimativa di alcuni elementi della rosa a disposizione dello staff tecnico silano. In effetti dopo un brillante avvio, grandi verticalizzazioni e buon pressing alto teso al recupero della palla sulla trequarti campo difensiva degli agrigentini, complice la calura ed un assetto difensivo molto attento del Ribera, i Lupi non sono sembrati in grado di imprimere al match quell’accelerazione necessaria per piegare le resistenze dell’avversario di turno. Oltre modo è apparso chiaro che alcuni elementi, vedi Arcidiacono Marano e soprattutto Liotti, non godono ad oggi di quella tenuta atletica che necessita per essere veramente decisivi. Dal punto di vista tattico, dopo un iniziale 3-4-3 offensivo indirizzato alla ricerca della superiorità numerica sulle corsie laterali, l’assetto difensivo dei siciliani ha costretto Gagliardi ad un cambio in corsa con lo spostamento di Marano in posizione di trequartista centrale, ruolo dove il “mago” ha palesato qualche difficoltà di adattamento dovuto ad una ancora non perfetta condizione atletica. Forse l’inserimento di Pesce, autore ancora una volta di una buona prestazione partendo dalla panca, o soprattutto di Guadalupi (a proposito a quando un suo schieramento da titolare?) avrebbe potuto consentire una gestione diversa della gara, in considerazione delle difficoltà che la compagine silana ha palesato nella gestione della manovra a difesa avversaria schierata. In buona sostanza difetti di gioventù di una squadra ancora alla ricerca, e non potrebbe essere altrimenti, della quadratura del cerchio. Ci viene da pensare che, soprattutto nella versione casalinga, questa squadra necessiti di un centrocampo con maggior tasso tecnico proprio per evitare di andare a sbattere contro le muraglie che di volta in volta si schiereranno al San Vito. Anche se, a proposito di difetti di gioventù, alla luce della prestazione dell’under Liotti da una parte e della splendida prestazione di Adriano Fiore dall’altra, una domanda ulteriore sorge spontanea: può questa squadra fare a meno della classe dell’esperienza di uomini del calibro di Varriale? Probabilmente non ora. Fatto sta che i tre punti conquistati contro il Ribera, alla luce dell’andamento della partita, sembrano proprio valere doppio: una di quelle vittorie “pesanti” che solo i vincenti possono cogliere.  (Antonio Pallo)

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