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Pallavolo, Piluso è certo: “La forza di Cosenza è il gruppo”

Pallavolo, Piluso è certo: “La forza di Cosenza è il gruppo”

In esclusiva il capitano della DeSetaCasa parla del suo rapporto con i compagni (“pretendo il massimo da ognuno di loro”) e dell’amore per lo sport.

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Il capitano della DeSetaCasa Cosenza Alessandro Piluso (foto rosito)

La prima volta che entrò in una palestra in cui spiccava un’alta rete al centro del campo era solo un timido bambino di 7 anni nascosto dietro le gambe di chi lo accompagnava. Di quel bambino ora ne è rimasta intatta l’innocente timidezza, lo sguardo umile e profondo ed una simpatia contagiosa. Oggi Alessandro Piluso non può più nascondersi; a prescindere dalla sua altezza, ha oneri e responsabilità di cospicua rilevanza conquistati meritatamente sul campo : è il capitano e condottiero della squadra che ama e che ha sempre amato. Si, perché Alessandro non si è mai diviso dalla società bruzia. Dal ’93 ha fatto tutta la trafila nelle giovanili rossoblù (suggellato dall’esordio in B1 nel ’96-’97), poi gioie e dolori dalla promozione in A2 alla discesa negli inferi della serie C. Da 5 anni è capitano indiscusso. Alessandro c’è sempre anche quando tutto girava storto.La prima domanda che gli poniamo è d’effetto. Ma lui,tuttavia, non disdegna la battuta ad ogni risposta.
Che effetto ti fa ritornare nelle serie che contano dopo tanti anni e , stavolta, con la fascia di capitano sul petto?
“Un calderone di sensazioni. Positivo ed emozionante perché l’ultimo anno che Cosenza ha affrontato il campionato di B1 è stato il 2001-2002, escludendo l’anno della retrocessione dalla serie A2. Ritornare fa sempre questo effetto. Rispetto a quegli anni, tuttavia, la affronto con un piglio diverso. Da capitano fa un effetto “strano” perché ho oneri e responsabilità che altri non hanno o meglio sentono in maniera minore…è ciò è bizzarro specie alle soglie della pensione!”.
Cosa ti aspetti dalla stagione che sta per iniziare e come valuti il gruppo con cui la affronterete insieme?
“Sarà un campionato difficile e complicato perché ci sono squadre attrezzatissime. Per via della crisi molti giocatori della serie A1 hanno scelto di scendere di categoria . Io dai miei compagni mi aspetto il massimo in ogni azione, in ogni set di ogni partita. Tutti teniamo alla maglia rossoblù. Il gruppo c’è ed è ben formato ed amalgamato. Di una cosa sono certo : il gruppo è tecnicamente il nostro punto di forza. Nella pallavolo se non hai la squadra i singoli contano poco. I nuovi si sono inseriti alla grande. Oramai sono Cosentini DOC, specie Jordan (ndr Galabinov) che ci teneva ad essere menzionato. Mi ha offerto un caffè apposta stamattina”.
Il tuo rapporto con coach Zoran Jeroncic invece?
“Schietto e sincero. In passato quando c’è stato qualcosa da dire ce la siamo detta senza mezzi termini. Ma nel giro di mezzora era tutto risolto, era tutto come prima. Zoran è un ottimo tecnico, molto preparato, grande lavoratore ed a cui piace dire le cose in faccia. Non si discute e la squadra lo sa. C’è solo da imparare da uno come lui!”.
Una confessione finale. Ci credi alla serie A?
“È un sogno. Qualcuno più importante di me disse che ‘i sogni sono quasi tutti sbagliati’ ma devo dissentire. Io ci credo. Noi ci crediamo. Certo, siamo realisti e con i piedi per terra, non la viviamo come un assillo. Ogni campionato ha una storia a sé. Capita che non vinca la più forte ma quella più brava. Noi speriamo di essere la squadra più brava”.  (Pasquale Marzocchi)

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