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Speciale: I Signori della D (II parte)

Speciale: I Signori della D (II parte)

Lo strapotere fisico di Corona e Arcidiacono potrà giocare un ruolo decisivo con l’inizio della stagione delle piogge e dei campi pesanti. Ma che storie diverse le loro…

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Incoronato, Corona, Senè e Arcidiacono sul panno verde. Su chi puntereste?

Le medie dei quattro assi sono da favola. Cifre che difficilmente alla lunga si riescono a mantenere perché, in un torneo duro come la D, spesso le ombre spengono la luce delle prime giornate e i campi, curati appositamente per i piedi vellutati di velocisti e giocolieri, da verdi come il panno di un tavolo da poker lasciano che fango e pozzanghere gonfino i muscoli di mediani e terzini. E’ l’altro lato della medaglia che in primavera si rovescerà nuovamente tornando a sorridere ai geni e ai numeri dieci. Roba da palati fini, insomma. Adesso, invece, è il tempo dei centravanti vecchio stampo.
“RE” MAI A CASA SUA. Giorgio Corona è il leader del Messina, nonché uno dei calciatori con la carta d’identità più datata. Palermitano, ha vestito in carriera la casacca rossazzurra del Catania e quella giallorossa dei peloritani. Mai, però, “Re Giorgio” è salito sul trono a casa sua. Venerato come un dio in ogni piazza, ha ripagato pubblico e presidenti con grappoli di gol. Ovunque abbia giocato è quasi sempre finito in doppia cifra: solo in A, ai piedi dell’Etna, si è fermato a quota sette. E’ considerato uno degli zingari del calcio avendo fatto le valigie dodici volte in sedici stagioni. Ha messo le tende solo a Catanzaro (tre campionati e 47 gol) e Mantova (17 centri in due anni). Adesso è alla seconda esperienza consecutiva al di là dello Stretto (la terza complessiva essendo transitato dal Celeste già nel ’98-’99) e pur di far parte del progetto dei Lo Monaco ha accettato un sostanziale taglio del suo stipendio. Nel tridente di Catalano è il vertice avanzato, ma il gran lavoro in fase di gestione lo ha fatto rinascere a nuova vita. Nel derby contro il Città è uscito stremato e tra gli applausi del San Filippo quando al 95′, alla tenera età di 38 anni, ha corso in orizzontale per tutto il campo vanificando, all’altezza della bandierina, l’estremo tentativo di Tiscione. Sempre schierato titolare e raramente sostituito, ha una media secca del 6,5, abbassata notevolmente dal 5,5 ricevuto a Ribera in occasione della debacle collettiva. Per adesso solo un centro.
NAPULE PAISA’. Capita talvolta che dei potenziali campioni diventino dei carneadi cambiando squadra. Accade anche il contrario, per carità, ma quando si torna alla base dopo annate poco esaltanti e la ruota torna a girare dal verso giusto c’è solo una spiegazione: l’aria di casa fa bene alla carriera. Marco Incoronato è un concentrato di potenza fisica, 188 centimetri al servizio del Savoia, club nel quale è esploso nel 2007-2008 gonfiando 14 volte la rete. Poi sette club differenti prima di essere annunciato in pompa magna di nuovo alle falde del Vesuvio. “E’ un top player” ha detto il patron bianconero mostrandolo ai supporter in visibilio, “Voglio migliorare il mio record” ha risposto lui infiammando la piazza. L’inizio è da favola: quattro reti in sei match e media del 6,67. Sul suo conto c’è una curiosità: non ha mai varcato i confini della Campania. (l. b.)

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