Tutte 728×90
Tutte 728×90

Speciale: Quando suona la Campania (II parte)

Speciale: Quando suona la Campania (II parte)

Lavorare con Moxedano, dover attraversare il mare ogni domenica o sapere di eserre una sorpresa. Gli operatori di mercato di Ischia, Turris e Gelbison d’accordo su tre aspetti: “Qui c’è un pubblico che ti spinge alle vittorie, ma noi abbiamo allestito le squadre restando nel budget e arrivando prima degli altri sui calciatori che ci sembrava facessero al caso nostro”.

se_suona_la_campania

Gli ex rossoblù Longobardi, Romano e Galantucci vincono con Turris, Ischia e Gelbison

Dietro il progetto tecnico e dietro le vittorie, ci sono sempre professionisti pronti a programmare e a gestire le risorse umane ed economiche. Un lavoro certosino svolto per permettere ai calciatori di disimpegnarsi al meglio e per strutturare i club in modo da evitare sprechi di risorse. Tecniche ed umane. Turris, Ischia e Gelbison, hanno svolto una ricerca minuziosa in estate, in modo da reperire calciatori che conoscono bene la Serie D e giovani pronti ad affrontare un campionato difficile ma validi anche in prospettiva futura.
GUARDA O MARE QUANT’E’ BELLO. Ad Ischia il protagonista del mercato è Nicola Crisano. Il direttore generale ha risposto alle domande di CosenzaChannel.it con schiettezza. “Prima di scegliere i giocatori è importante valutare il budget, non andare oltre e calcolare tutte quelle spese che garantiscono ad una società di offrire il massimo ai propri tesserati. La tranquillità economica dei nostri atleti è alla base, ed anche in campo può dare di più una squadra che vive una stagione serena ed ha nomi meno illustri che una compagine imbottita di grandi calciatori però scontenti dell’ambiente. Noi abbiamo la possibilità di contare su un socio del club che è proprietario di aziende del calibro di Carpisa e Yamamay. L’anno scorso era un nostro sponsor mentre in questa stagione ha dato un grande apporto alla costruzione della squadra. Un altro fattore fondamentale che accomuna le squadre campane è l’ambiente. Qui nessuno ci sta a perdere e le tifoserie spingono le squadre al successo. Anche i giocatori nati in questa regione hanno grinta e fame di vittorie e nel rettangolo verde tutti questi aspetti fanno la differenza. Non è da sottovalutare nella costruzione di una squadra la scelta degli under. Devi scandagliare un mercato vastissimo, trovare almeno dieci calciatori giovani ed è utile tesserarne alcuni pronti e altri che in prospettiva possono costruire le basi per il futuro. Il valore che può offrire nel rettangolo verde e sul mercato un giovane di talento è inestimabile. Alla base di tutto però c’è la progettualità. Io ho un contratto di 4 anni. Nella passata stagione siamo arrivati terzi, quest’anno siamo primi e puntiamo a restare in vetta alla classifica. Quando rispetti i programmi ed hai la pazienza di superare i momenti difficili in nome della progettualità, i risultati arrivano. Credo che tante campane abbiamo lavorato a lungo raggio e in questa stagione i risultati si vedono”.
MOXEDANO FOR PRESIDENT. Sulla stessa lunghezza d’onda è il direttore sportivo della Turris. Vitale, Arcamone e Longobardi sono solo alcuni degli obiettivi scelti e centrati da Franco Mango, direttore sportivo e uomo di fiducia del presidente Moxedano. Anche lui è d’accordo nel dichiarare che le compagini campane fanno dell’organizzazione la loro arma vincente. “Spendere soldi senza avere programmi validi è da società che non punta a vincere. Il nostro obiettivo è la promozione e ci siamo attrezzati per dare un presente e un futuro a questo club. Il primo obiettivo è evitare sprechi di risorse umane ed economiche e in tal senso noi, Ischia e Gelbison, abbiamo valutato le nostre disponibilità, allestendo organici consoni alle casse societarie. La prima cosa da fare a mio avviso e far capire in maniera tangibile ai calciatori, che la loro permanenza in un team è garantita economicamente e sotto tutti i punti di vista. Mandare in campo un giocatore con la testa sgombra da qualsiasi pensiero è fondamentale. Qui da noi l’ambiente è sereno, i tesserati felici della loro scelta e anche chi ha problemi è seguito con costanza e in maniera scrupolosa. Prendo l’esempio di Giovanni Longobardi. Lo abbiamo scelto e si è infortunato. Ciò nonostante gli abbiamo ribadito la nostra fiducia, lo abbiamo aspettato e lui si sta ristabilendo con voglia di rientrare ed essere determinante. La Turris è una famiglia e più in generale in tante compagini campane si crea un clima di serenità che ti spinge a lavorare bene. E’ chiaro che poi l’ambiente capisce che i programmi sono validi e si avvicina alla squadra. Qui in Campania una tifoseria può spingerti alla vittoria e la grinta dei giocatori nati in questa regione può fare la differenza in campo. Per quel che riguarda invece la costruzione della squadra bisogna valutare due aspetti. Il primo è quello relativo agli under. Loro costituiscono il cinquanta per cento dell’organico e chi pesca i migliori ha un’arma in più. Il resto dei calciatori deve essere valutato seguendo un criterio importante. Chi conosce questa categoria fa la differenza. In tal senso noi ci siamo mossi in anticipo sul mercato scegliendo bene. Come noi, del resto, hanno fatto l’Ischia e anche la Gelbison che ha rispettato il budget pescando bene nel mercato. I risultati, sono sotto gli occhi di tutti”.
L’ALLENATORE-DIRETTORE. Turris e Ischia puntano di fatto alla vittoria del torneo. Al loro fianco, in Campania, sta crescendo un’altra realtà emergente e ambiziosa. E’ la Gelbison che non ha in programma la promozione, ma che dopo sette giornate guarda le altre squadre dall’alto in basso. Il tecnico Erra, ha avuto la possibilità di scegliere i suoi uomini e commenta l’ascesa delle compagini campane. “Organizzazione, progettualità, serietà. Le tre squadre di cui parliamo hanno rispettato queste tre caratteristiche e in genere chi lo fa, ne trae benefici. Noi non abbiamo le rose allestite da Turris e Ischia ma abbiamo un modus operandi molto simile. Qui si è stabilito un budget e si è programmato per far rientrare nelle spese tutti gli aspetti da analizzare in una intera annata calcistica. Non capisco come si possa avere ancora il malcostume di allestire organici da categoria superiore e accorgersi dopo pochi mesi che non hai i soldi per gestirli. Ecco perché accade frequentemente che a dicembre le squadre si smembrano e i campionati cambiano volto. Noi invece abbiamo deciso di rientrare nel nostro budget scegliendo nomi magari meno altisonanti ma che garantiscono serietà, impegno e sacrificio. Sono stati scelti under che hanno voglia di emergere e professionisti seri e navigati in questa categoria. Le scelte al momento ci danno ragione ma non siamo noi a dover lottare per il primato. Credo che la forza delle campane risieda nella grinta che queste squadre mettono in campo. Nella voglia dei calciatori di questa regione di mettersi in mostra e nelle capacità di persone competenti che operano per far bene. In più credo che tante realtà, come anche Ischia e Turris, abbiano voglia di tornare nel calcio che conta e dopo un processo di maturazione, siano finalmente pronte al grande salto. Ad ogni modo prevedo una stagione ricca di successi per le squadre della nostra regione e chi programmerà meglio, avrà grosse soddisfazioni”. (Francesco Palermo)
CLICCA QUI PER LEGGERE LA TERZA PARTE DELLO SPECIALE

Related posts