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Speciale: Questione di numeri (I Parte)

Speciale: Questione di numeri (I Parte)

Toscano, Pensabene e Di Maria hanno vinto la Serie D da protagonisti. Ci hanno svelato i loro segreti tattici e fatto pesare semplici numeri come pietre miliari del campionato.

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Mimmo Toscano, Andrea Pensabene e Gaetano Di Maria con la loro lavagna tattica

Numeri, il calcio è fatto di numeri. Fondamentale in classifica averne uno più alto dell’avversario per vincere il campionato. Gli annuari, poi, sono pieni di 2-0 e 3-1, ma anche di schemi e moduli con cui chi siede in panchina disegna su quella lavagna che è il rettangolo verde linee rette e parabole perfette. Nessuna alchimia, solo matematica. Nel quarto appuntamento con lo speciale di Cosenzachannel.it parleremo di questo, dei segreti degli allenatori e del loro acume tattico. Nessuna banalità, solo argomentazioni raffinate, segreti svelati e qualche sassolino tolto dalle scarpe. Mimmo Toscano, Andrea Pensabene e Gaetano Di Maria hanno vinto il girone I della Serie D sfruttando a pieno il loro potenziale quando erano alla guida di Cosenza, Ebolitana e Hinterreggio. Il nostro viaggio non poteva che iniziare da chi regalò ai rossoblù due promozioni di fila occupando la panchina più ambita della città dei Bruzi.
I TEMPI SONO CAMBIATI. “Programmare. E’ questa la parola chiave per vincere la Serie D – spiega l’attuale tecnico della Ternana – Devi avere basi solide, costruire bene e garantire ai calciatori una stagione serena sotto tutti i punti di vista. Altro fattore da non tralasciare è la tempestività. Devi muoverti in anticipo se vuoi costruire un gruppo competitivo. Bisogna mettersi a tavolino con il direttore sportivo, puntare un obiettivo ed avere sempre una seconda scelta. E’ chiaro che se non riesci a prendere il giocatore, hai sempre una strada alternativa. Può capitare che qualche calciatore non arrivi, ma se sei organizzato sai sempre come muoverti. Credo inoltre che adesso puoi anche prenderti il lusso di completare una squadra a campionato in corso. Quando abbiamo vinto noi non potevi farlo. Il campionato era molto più difficile, le avversarie tante e i giocatori più forti. La qualità ora si è abbassata molto mentre prima se sbagliavi nell’allestire la rosa, ti ritrovavi un mercato con seconde scelte o calciatori non in grado di farti compiere il salto di qualità”.
IL CANNIBALE.
“Quando metti in piedi un gruppo per vincere devi pensare solo a pescare elementi in grado di fare la voce grossa in campionato. Il modulo lo ha in testa l’allenatore e il ritiro è fondamentale. E’ quello il momento in cui un tecnico deve capire come muoversi, come valorizzare le risorse a sua disposizione e cosa cambiare. La disposizione tattica ti porta ad acquistare i calciatori che possono sposarsi al meglio con il tuo credo calcistico. Si lavora con il direttore sportivo e si cercano gli uomini giusti. Il secondo step è capire se con alcuni accorgimenti puoi trarre ancora di più da quello che hai. In testa devi avere solo la vittoria del torneo e se sei un bravo mister devi valutare tutti gli aspetti per capire come fare gruppo, come muoverti in campo e come superare i tuoi avversari”.
LINEA VERDE. “Una squadra deve avere qualità, inutile nascondersi. In Serie D devi schierare obbligatoriamente gli under ed è fondamentale in fase di mercato cercare i migliori. Esistono giovani forti ma se non li studi prima e se non ti muovi velocemente, rischi di trovarti con un pacchetto di under ancora non pronti. Noi nel campionato vinto avevamo ragazzi forti che sono cresciuti con noi. Per farlo però hanno bisogno di gente esperta. Servono calciatori di categoria. Professionisti che conoscono i segreti della Serie D. Loro ti aiutano in campo e danno una mano ai più giovani. Credo che serva un perfetto mix fra calciatori in grado di darti freschezza e uomini ben selezionati e già pronti a fare la differenza. Con i giovani però, devi avere molta pazienza. I nostri erano spesso sistemati in ruoli chiave ma si disimpegnavano bene. Se riesci ad inquadrarli e loro ti seguono, puoi schierarli ovunque in campo. Per necessità puoi anche inserire il portiere under. Io avevo Ambrosi che è tutt’ora con me ed è una garanzia, ma se un giocatore ha carattere e personalità può disimpegnarsi bene ovunque”.
IL PRECURSORE. “Il 3-5-2 non è una moda. Sia ben chiaro. Questo dispositivo tattico è molto utilizzato perché il calcio è in costante evoluzione. Non esistono più attaccanti che ti danno punti di riferimento, quindi è importante blindare il pacchetto arretrato per evitare di prendere gol. Inoltre non ci sono più gli esterni di una volta e reperirne tanti sul mercato non è semplice. Questo schieramento ti permette di coprirti bene. Tante squadre sistemano uomini fra le linee con il compito di creare fastidio, di inserirsi per far male alle difese. E’ evidente che con tre centrali e due esterni che si abbassano, riesci a coprirti e a non concedere spazi. Io ci avevo pensato anche a Cosenza. Ho ricevuto anche critiche per questo e poi dopo qualche anno ti rendi conto che le squadre più forti adoperano questo modulo. Credo che serva a dare garanzie agli allenatori. Quando hai gli uomini bravi ad interpretarlo può rappresentare indubbiamente un’arma in più. E’ importante seguire l’evoluzione del nostro sport. Oggi si gioca in un modo e domani chi lo sa. Se sei in grado di capire prima i cambiamenti e le trasformazioni, puoi certamente essere pronto. Poi è evidente che se un modo di giocare o una disposizione tattica portano risultati, tanti allenatori iniziano a studiarlo per capirne i segreti e metterli in pratica”.  (Francesco Palermo)
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