Cosenza Calcio

Speciale: Questione di numeri (III Parte)

Gaetano Di Maria è stato l’antagonista principale del Cosenza nello scorso campionato. Ha vinto lui. Eccome come il suo Hinterreggio ha realizzato uno storico salto di categoria.

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Mimmo Toscano, Andrea Pensabene e Gaetano Di Maria con la loro lavagna tattica

Parlare di calcio con Gaetano Di Maria significa analizzare in maniera dettagliata tutti quei fattori che servono ad un mister, per assemblare e plasmare un gruppo vincente. Il tecnico ci concede un po’ del suo tempo e discutere con lui si rivela cosa affascinante e interessante per chi ama il cuoio che rotola. La sua parentesi all’Hinterreggio, in questa stagione, non è stata molto fortunata ma a lui, va il merito di aver portato i biancoazzurri fra i professionisti. Un affare non da poco.
CREDERCI, CREDERCI SEMPRE, MOLLARE MAI. “Costruire una squadra in Serie D? Ci vuole coraggio, esperienza e occhio. Difficile pensare che puoi metterti a tavolino e scegliere 25 uomini. Non accade più. E’ normale che ogni allenatore ha qualche uomo di fiducia e calciatori su cui puntare ad occhi chiusi. Spesso però, devi adattarti alle risorse economiche e non sempre puoi avere ciò che chiedi. Noi l’anno scorso abbiamo costruito un buon gruppo ma non dovevamo vincere. E’ chiaro però che sono stati scelti calciatori per fare un campionato di buon livello. Qualcuno è arrivato, qualche altro no. Un allenatore però deve essere bravo ad adattarsi e tratte il meglio dallo spogliatoio. Poi la differenza la fa il gruppo. Sono gli uomini e i calciatori a dare al mister la consapevolezza che qualcosa di bello può accadere. Ritengo che si possa vincere anche non avendo fin da subito una squadra completa. Il ruolo dell’allenatore è anche questo. Capire cosa manca, e se non c’è la possibilità di reperire forze fresche sul mercato, devi essere bravo a rimediare. Credo inoltre che in Serie D gli equilibri si trovano a metà campionato. E’ fondamentale partire con il piede giusto ma sapete tutti che in questa categoria si vince nel girone di ritorno. E’ nel mese di Dicembre che puoi trovare le giuste misure, capire cosa non è andato bene per dirla in breve. Noi abbiamo vinto il campionato fra Dicembre e Gennaio. E’ li che abbiamo capito di poter fare la voce grossa. Poi il resto lo fanno i calciatori e il nostro segreto è stato quello di crederci fino all’ultimo giro d’orologio”.
GESSO E LAVAGNA. “Il modulo lo fa l’allenatore, – è categorico Di Maria – nessun altro tranne il Direttore Sportivo può entrare in questo discorso. Si può scegliere all’inizio della stagione e allestire di fatto una rosa in grado di interpretarlo al meglio. Normalmente accade che ti rivolgi alla società per chiedere i calciatori che si sposano al meglio con il tuo credo calcistico. In alternativa bisogna adattarsi e i risultati chiaramente ne risentono. Mi spiego meglio. La squadra può essere costruita per muoversi rispettando uno schema caro ad un mister. Se vuoi vincere però, devi mettere in piedi una rosa camaleontica e capace di cambiare volto da un momento all’altro. Prendete il caso dell’Hinterreggio della passata stagione. Abbiamo iniziato con un 4-3-3 che mi dava forza in attacco ma ci lasciava scoperti. Gli attaccanti non si discutevano ma non rientravano in fase di copertura. Ho optato quindi per un 4-3-1-2 con Ancione che mi dava equilibrio. Lui era in grado di fare benissimo le due fasi. Ispirava la manovra offensiva e dava una mano alla linea mediana. Questa variazione tattica ci ha portati a vincere tante gare trovando il giusto equilibrio e la squadra si esprimeva alla grande. Con questo voglio dire che nel precampionato già hai un’idea di come giocare. Magari i primi test possono darti anche garanzie e l’inizio in campionato garantirti risultati. Un bravo allenatore però, deve sempre stare sul pezzo perché anche una squadra forte e già collaudata, può darti qualcosa in più.
LA MEGLIO GIOVENTU’. “Costruire sui giovani è fondamentale ma anche complicatissimo. Possono darti qualcosa in più sul campo e possono essere utili anche alla crescita dell’intero club. Se riesci ad avere under che garantiscono prestazioni convincenti, puoi modulare la squadra a tuo piacimento. Bisogna sceglierli valutando la loro qualità. Credo che ogni squadra debba essere un mix fra giovani interessanti e calciatori esperti. Bisogna conoscere bene la categoria per affrontarla e se hai una base solida, creata da professionisti forti e navigati in Serie D, puoi agevolare la crescita dei ragazzi. Ritengo che un under si possa schierare in porta. E’ chiaro però che bisogna seguire molto un giovane che si affaccia ad un ruolo così complicato. Nella passata stagione Cutrupi si è trovato catapultato dalla formazione degli Allievi nel campionato di D. Ha fatto grandissime cose ed è evidente che quando un under lo sistemi in porta, negli altri ruoli sei più completo ed hai maggiore affidabilità. Più in generale però devi valutare bene dove sistemare i giovani. Io ho sempre creduto fondamentale affiancargli calciatori esperti. Se schieravo esterni bassi under, mettevo in mezzo due centrali esperti. Quando ho sistemato i 93′ a centrocampo, hanno sempre giocato in coppia con i big della squadra. Bisogna alternarli e anche avanti possono darti qualcosa di importante come è accaduto a me.
“3 IS THE MAGIC NUMBER”. “Non è una moda ma una visione se vogliamo anche interessante di vedere il calcio. Il nostro è uno sport che cambia rapidamente e devi adattarti. Con questo dispositivo tattico sei molto più coperto. Tanti allenatori badano prima a non prenderle e con i tre dietro hai praticamente un libero con due marcatori. E’ anche un’arma a doppio taglio. Se non hai gamba e corsa sugli esterni rischi di subire molto. Anche io ci avevo pensato all’inizio di questa stagione. Oltre a Franceschini e Ungaro potevo contare su un altro centrale molto forte. Impagliazzo però si è infortunato ed ho dovuto rinunciare alla mia idea. Ad ogni modo però avrei fatto 3-4-3 e non 3-5-2. Difficilmente rinuncio a tre uomini avanti. Ritengo però che non sono i moduli ne i numeri a cambiar volto alle squadre. Sono i calciatori a fare la differenza. Sono loro a darti quel qualcosa in più che al di la dei numeri cambiano il volto ai campionati. (Francesco Palermo)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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