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Parisi: “Ancora non siamo una grande squadra”

Parisi: “Ancora non siamo una grande squadra”

Il capitano, oggi in conferenza stampa al posto del tecnico Gagliardi, ringrazia tutti: “Ai tifosi voglio dire di stare tranquilli: hanno un tifoso in campo”. E sulla squadra: “Il problema è caratteriale”.

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Aniello Parisi (39) riceve l’applauso del suo pubblico nel giorno delle 200 presenze in rossoblù

Una domenica felice…a metà. Per Aniello Parisi (39), quella contro la Gelbison, è stata la gara numero 200 con la maglia silana. Una domenica che in tanti preannunciavano indimenticabile e che, purtroppo, si è conclusa con i campani ad alzare le braccia al cielo in segno di vittoria. Questo pomeriggio è stato lui a prendere in mano le redini della situazione ed a presentarsi in sala stampa a differenza del solito. Il martedì, è risaputo, si da spazio al tecnico. Ma di Gagliardi, questa volta, neppure l’ombra. E a parlare ecco Parisi che esordisce così. “Mi volevo scusare con voi per non essere venuto domenica scorsa in sala stampa. Voglio ringraziare tutti per gli attestati di affetto in merito alle 200 partite col Cosenza. Purtroppo ero innervosito. Poi ero emozionato. C’erano le mie figlie e mia moglie a testimonianza di come per tutti noi fosse una giornata importante. Ringrazio i tifosi per il loro striscione. Posso dire a loro che possono stare tranquilli: hanno un tifoso in campo. Purtroppo domenica la sconfitta ha fatto passare in secondo piano il mio traguardo in rossoblù. Questa maglia ce l’ho nel sangue. Non esistono feste o altro quando c’è il Cosenza”. Poi un ringraziamento anche a due ex che, intervistati in esclusiva da Cosenza Channel, hanno elogiato l’attuale capitano. “Ringrazio Marulla e De Rosa. Le loro parole sono state fantastiche. E dette da due che sono la storia di questa squadra e di questa città, beh mi riempie di orgoglio”. Sull’analisi del match di domenica scorsa Parisi ammette. “Sembrava una partita normale. Anche a livello di tensione. Anche con la Gelbison in vantaggio ero sicuro che avremmo recuperato. Purtroppo hanno pesato troppo i nostri errori. Vi dico che mi è sembrato più pericoloso il Palazzolo che la squadra campana. E dire che abbiamo anche avuto occasioni per pareggiare ma non le abbiamo sfruttate. Doveva andare così evidentemente. Il problema? E’ un insieme di cose. Fuori casa giochiamo meglio. In casa c’è più pressione. E’ una questione mentale. Poi, il San Vito è enorme da poter coprire quando si difende. Gli avversari coprono in nove uomini e non si scoprono quasi mai. Noi, invece, siamo costretti ad occupare diversamente gli spazi. Parlo per me: faccio più fatica a difendere in casa che in trasferta. Quando giochiamo in casa stiamo alti e larghi e a volte rischiamo di farci infilare”. Il capitano poi rincara la dose. “Dopo dieci partite possiamo dire che la squadra in casa non riesce ad essere cattiva e concreta. E’ un problema di carattere. Ho l’impressione che qualche giocatore giovane ma anche qualche grande soffre troppo, sembrano spaesati. C’è qualcuno che va in tilt e pensa di poter risolvere la partita da solo. Qualcuno non gioca da squadra, con la squadra. Purtroppo, soprattutto in casa, serve coralità per arrivare allo scopo. Perché davanti ai tuoi tifosi per vincere devi essere compatto sia in fase difensiva che in fase offensiva. Poi i ritmi sono diversi. Sei costretto a fare la partita e tenere in mano il pallino del gioco. Certo non voglio trovare scusanti. Ne abbiamo parlato anche con i ragazzi questa mattina. Siamo consapevoli dei nostri limiti ma sappiamo anche che non ci sono squadre migliore della nostra. C’è bisogno di togliere fuori il carattere ed avere meno paura. Bisogna seguire le direttive del tecnico. Ancora non siamo una grande squadra. Per essere imbattibili c’è bisogno di tempo e soprattutto di prendere consapevolezza dei mezzi a nostra disposizione”. (Antonello Greco)

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