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Speciale: I’m not a bad boy (II parte)

Speciale: I’m not a bad boy (II parte)

Matteini è rimasto nel cuore dei tifosi del Cosenza e conosce bene Arcidiacono. Il suo viso è la fotografia di una lucida follia che fa innamorare i supporter delle squadre dove gioca.

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Arcidiacono con la sua maglia fotoshoppata in mezzo a Matteini e Pavone

Genio e sregolatezza. Ultras in campo e fuori. Davide Mattini è uno di quei calciatori che una curva difficilmente dimentica. A Cosenza ha lasciato amici fra i tifosi e in tanti un giorno vorrebbero rivederlo con la casacca dei lupi sulle spalle. Lo abbiamo sentito per capire quale è stato il suo rapporto con gli allenatori e i tifosi. Prima però, Mattieini ci tiene a salutare il suo ex pubblico. “A Cosenza ho conosciuto amici veri ed ho vissuto momenti indimenticabili. Non è stata una stagione facile ma il mio attaccamento ai colori rossoblu è ancora vivissimo. Abbraccio i tifosi e non dimenticherò mai il calore che ci dava la curva quando scendevamo in campo. Anche nei momenti più complicati sono sempre stati al fianco dei calciatori. Questo vuol dire tanto per l’uomo prima che per il giocatore.
“ARCIDIAVOLO”? NO! Ho seguito la vicenda e conosco il calciatore. Io al suo posto non lo avrei fatto. Un conto è la goliardia pura, diverso è un gesto che può essere interpretato male e procurare sofferenza a qualcuno e guai a chi lo fa. Io ho giocato con lui. Si allenava con noi quando ero ad Empoli e posso garantirvi che è un ragazzo speciale. Una persona buona che non ha sicuramente voluto far male alla famiglia Speziale. Ha capito che il suo gesto è stato interpretato male e si è scusato.
CHI MI AMA MI SEGUA. Ho avuto sempre rapporti particolari con gli allenatori. Ho sempre dato tutto nella mia carriera e sono nel campo così come mi si vede fuori dal rettangolo verde. Sono un tipo estroso ed ho un carattere particolare ma ho sempre dato il massimo. Credo che la vita dell’atleta debba essere valutata in base a come si allena e al rendimento nei novanta minuti. Se un allenatore capisce questo, è in grado di apprezzare tutto di un calciatore. Se non lo fa può avere problemi. Con me è sempre stato così. Sono una persona schietta e non ho peli sulla lingua. Ho avuto scontri con i miei ex mister ma a chi si è fidato di me ho dato tutto, ricevendo in cambio consigli per la mia carriera e più in generale per la vita.
IL CALCIO MODERNO. Il nostro sport è totalmente cambiato. Ora in ogni gara ci sono obiettivi dei fotografi e delle telecamere puntati sui calciatori e ogni gesto viene registrato. Poi nelle trasmissioni spesso si cerca lo scoop, si guarda più al comportamento di uno dei ventidue in campo, tralasciando spesso che siamo uomini e non macchine. Una volta questo non accadeva.
ULTRAS LIBERI. Nella mia carriera ho esultato in tanti modi, spesso ricevendo critiche. Non sono però mai andato oltre le righe perché lo sfottò inteso in senso sportivo può starci. Il nostro è uno sport per passionali e prendere in giro talvolta qualche tifoso può starci. L’importante è non oltrepassare il limite. Ricordo il gol al Pisa con la maglia della Reggiana. Andai ad esultare sotto la loro curva mostrando la t-shirt con lo slogan “Ultras Livorno”. Non ho fatto niente di male. Ho solo voluto esprimere in questo modo la mia gioia per una rete segnata da livornese contro i nostri rivali calcistici. Ricordo anche una maglia indossata contro il Pescara. C’era scritto “Ultras Liberi”. Credo che i tifosi possano manifestare la loro passione, sempre però evitando gesti violenti. Non dimenticherò mai l’esultanza quando feci finta di fare l’amore con una maglia. Il calcio è il mio mestiere ma anche il mio primo amore. Chi lo vive come me impazzisce quando riesce a fare il massimo. Volete che un livornese segni a Pisa senza esultare? Impossibile”. Questo è Davide Mattini. Un gran professionista che ha toccato palcoscenici importanti e proprio per la passione e l’amore verso questo sport, non ha talvolta accettato situazioni che nulla hanno a che fare con il cuoio che rotola. Un giocatore che anche con la maglia del Cosenza rischiò grosso quando esultò nel terreno del gioco del Pisa contro la curva nerazzurra. Croce e delizia per gli allenatori. Idolo per i tifosi. Questo è Davide Mattini. (Francesco Palermo)
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