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Speciale: Cosenza-Messina la giocano per noi (III parte)

Speciale: Cosenza-Messina la giocano per noi (III parte)

Marco Capuano, Sergio Magazzù e Antonio Sangiorgi analizzano per noi il momento del Messina dando voti al mercato, un pronostico sul match di domenica e sul finale di stagione.

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Il logo del 1914 che a breve tornerà sulle maglie e quello dell’Acr. Intorno tutti i colleghi

C’è grande fiducia sulla sponda siciliana dello Stretto. I colleghi che seguono quotidianamente l’Acr Messina temono relativamente la sfida del San Vito, consapevoli però della forza del Cosenza. Concordano sul fatto che sia il pareggio il risultato più probabile e che a fine campionato tocchi alla corazzata di Lo Monaco salutare il mondo dei dilettanti. Marco Capuano della Gazzetta del Sud, Sergio Magazzù de La Sicilia e Antonio Sangiorgi di Radio Televisione Peloritana hanno risposto colpo su colpo domande formulate. Cosenza-Messina, insomma, è già iniziata.

1) Qual è il punto di forza del Messina?
M. CAPUANO:
Certamente il gruppo. Sa dove deve arrivare e dopo un inizio poco convincente sta dimostrando di aver trovato la giusta chimica per centrare la promozione. Nessuna primadonna, tutti hanno sposato il progetto con spirito di sacrificio, i giocatori sanno che per la promozione bisogna lavorare duro fino a maggio. E i più esperti – Corona e Ignoffo su tutti – danno l’esempio dal martedì alla domenica. Parlando dei singoli reparti, invece, dico la difesa. Ha incassato solo 11 reti. Lagomarsini tra i pali è bravo e ha un futuro tra i Pro, la coppia di centrali Chiavaro-Ignoffo farebbe la fortuna di tante squadre al piano di sopra.
S. MAGAZZU’: Nelle ultime partite, la panchina lunga. Le quattro vittorie consecutive sono state tutte firmate da giocatori entrati a gara iniziata. Anche contro il Licata, nonostante il Messina vincesse già 2-1, l’ingresso di Costa Ferreira è servito a chiudere i giochi, in un momento in cui i giallorossi stavano soffrendo. E poi, numeri alla mano, il Messina ha una delle migliori difese del girone.
A. SANGIORGI: La società in tutte le sue componenti.
2) Qual è il punto debole del Messina?
M. CAPUANO:
I cali di concentrazione. Può capitare in avvio o durante la gara, ma quando perde la bussola la squadra sa farsi del male da sola. E’ già capitato più di una volta, anche contro avversari di caratura mediocre, che il Messina si consegni all’avversario. A Vallo della Lucania, per esempio, ha iniziato a giocare solo dopo aver incassato il primo gancio. Da un mese, però, ha ingranato la marcia giusta. Anche sotto l’aspetto mentale.
S. MAGAZZU’: Recentemente ha mostrato qualche pausa a metà gara. La squadra, però, ha dimostrato di sapere gestire anche questi momenti.
A. SANGIORGI: Non ne ravviso uno in particolare
3) Un voto al mercato estivo del Messina e perché.
M. CAPUANO:
8. Acquisti mirati e under di qualità. Corona, Ignoffo, Chiavaro, Bucolo, Maiorano, Quintoni, Cocuzza, Croce, è tutta gente di categoria superiore, i giovani (Lagomarsini, Parachì, Di Stefano, Caiazzo, Cicatiello, Comegna) hanno qualità e stanno crescendo anche sul piano della personalità. Il mix funziona ma qualcosa sarà fatto per aumentarne la forza. La ciliegina sulla torta sarebbe dovuta essere Leon ma l’honduregno non si è calato nella categoria, in un calcio che richiede più sacrificio che tecnica.
S. MAGAZZU’: In realtà, bisogna fare due valutazioni separate. In termini generali, un mercato da 9. Le riconferme di Corona e Cocuzza stanno pagando. Il “blocco” proveniente da Milazzo è una garanzia. Ma, soprattutto, sono state felicissime le scelte relative agli under. Se, invece, pensiamo all’acquisto di Leon come il “colpo” che avrebbe dovuto fare la differenza, la valutazione scende sotto la sufficienza. L’honduregno è valso 3 punti (gol partita contro il Sambiase), ma ha dimostrato di non essere in grado di calarsi nello scenario della D, tanto che la sua avventura in riva allo Stretto è già finita.
A. SANGIORGI: Voto 9, bene la scelta degli under, peccato per Leon che non si è integrato. Però, obiettivamente, non era facile prevederlo. La società con Savanarola ha dimostrato di essere attenta alle dinamiche di mercato.
4) Cosa manca ai giallorossi per essere completi?
M. CAPUANO:
I gol di Croce, il sostituto di Leon (Savanarola del Paternò) e una pedina in mezzo che dia respiro a Bucolo e Maiorano. Un under di qualità in più non guasterebbe nell’ottica di un girone di ritorno durante il quale infortuni e squalifiche chiedono una panchina sempre più lunga per arrivare all’obiettivo.
S. MAGAZZU’: Un po’ di fantasia in più. Quella che, appunto, avrebbe dovuto garantire Leon. Un 10 classico, per intenderci, in grado anche di partire dalle corsie laterali. La soluzione è già stata trovata: Savanarola.
A. SANGIORGI: Un po’ di fantasia, ma con l’ultimo arrivato anche questa lacuna potrebbe essere colmata.
5) Giocare adesso al San Vito con il Messina a +3, agevola il Cosenza?
M. CAPUANO:
La pressione di dover vincere a tutti i costi ce l’ha solo il Cosenza. Il vantaggio, seppur minimo, autorizza il Messina a giocare per due risultati su tre consapevole, però, di avere la possibilità di mandare gli avversari a sei lunghezze.
S. MAGAZZU’: In realtà penso che agevoli il Messina. I giallorossi avranno a disposizione due risultati su tre e potranno preparare la gara con molta meno pressione. Anche una sconfitta, non cambierebbe le carte in tavola. Per i rossoblù, invece, perdere significherebbe rincorrere da -6.
A. SANGIORGI: No, i rossoblu sono più temibili in trasferta e, oltre a gravi assenze, specie quella di Arcidiacono, avranno la pressione del risultato.
6) Giocare il ritorno al San Filippo, agevolerà il Messina?
M. CAPUANO:
Sulla carta sì ma arrivare a quella sfida con distanze minime o a braccetto potrebbe trasformare la sfida in una sorta di spareggio nel quale tutto può succedere. Tuttavia il pensiero di poter giocare il retour-match davanti a 4-5 mila tifosi (quest’anno non si è andati oltre le 3mila unità) è un vantaggio che il Messina si tiene stretto.
S. MAGAZZU’: Ovviamente sì, anche se – nei sogni dei tifosi – quella gara dovrebbe disputarsi a giochi già fatti.
A. SANGIORGI: No, potrebbe non essere più una sfida decisiva.
7) Chi arriva meglio alla sfida di domenica?
M. CAPUANO:
Il Messina. Quattro vittorie consecutive, sei nelle ultime sette sfide, sono il miglior modo per arrivare a una partita così importante. Il Cosenza, invece, potrà mettere sul campo l’orgoglio e la possibilità di agganciare la capolista. Senza due uomini-chiave quali Pietro Arcidiacono e capitan Parisi, sono le motivazioni a dover spingere i silani alla vittoria. E poi giocando in casa il Cosenza potrà contare sull’effetto-tifo. E in sfide di questo calibro non è elemento da trascurare.
S. MAGAZZU’: Penso proprio il Messina: 12 punti nell’ultimo mese, contro i 7 del Cosenza. Se la settimana non riserverà sorprese, poi, Catalano avrà l’organico al completo, mentre Gagliardi dovrà fare i conti con l’ennesima assenza pesante come quella di Parisi.
A. SANGIORGI: Il Messina. Ha entusiasmo, collettivo e due risultati su tre.
8) Quali saranno gli uomini chiave del match?
M. CAPUANO:
Mosciaro e Corona hanno tutte le qualità per decidere la partitissima del “San Vito”. Gol, esperienza e personalità non mancano né all’uno né all’altro. Ma occhio a chi arriva da dietro. E allora anche Fiore e Chiavaro possono lasciare il segno.
S. MAGAZZU’: Lato Messina penso Corona. È uno che, per carisma ed esperienza, queste partite le vive con grande intensità. Di contro, ritengo che Fiore possa creare parecchi fastidi ai peloritani, che proprio domenica scorsa su quella corsia hanno sofferto tanto.
A. SANGIORGI: Mosciaro per il Cosenza e Chiavaro per il Messina.
9) A chi somiglia il tecnico del Messina Catalano?
M. CAPUANO:
Tecnico pragmatico, preferisce la concretezza allo spettacolo. Non è un caso se da due mesi ha rinunciato al tridente per garantire più equilibrio alla squadra. E i risultati gli hanno dato ragione. Assomiglia al primo Bortolo Mutti, tecnico che – guarda un po! – ha allenato sia a Cosenza che a Messina, scrivendo in riva allo Stretto pagine di storia tra A e B. Catalano parla poco come Mutti, mai una parola fuori posto. E si lascia giudicare per i risultati ottenuti sul campo.
S. MAGAZZU’: È un tecnico estremamente pragmatico. Se penso allo scenario nazionale, mi ricorda Zaccheroni dello scudetto al Milan. Scavando nel passato del Messina, penso a Florimbi, il tecnico che portò i giallorossi in B nell’era Aliotta.
A. SANGIORGI: Difficile fare paragoni, seppur giovane, ha il suo stile e non li rivedo in altri.
10) Meglio Pietro Lo Monaco o Stefano Fiore?
M. CAPUANO:
Pietro Lo Monaco come dirigente, Stefano Fiore come calciatore. Lo Monaco è uno dei più grandi manager del calcio italiano e il suo approdo al Messina è anche un gesto d’amore verso una città che l’ha “adottato” trent’anni fa. Il suo curriculum dirigenziale parla da solo. Fiore ha scritto pagine importanti, anche in Nazionale, da calciatore. Adesso sta mettendo la sua esperienza al servizio della squadra della sua città e ha tutto per diventare un bravo dirigente.
S. MAGAZZU’: È un paragone impossibile. Pietro Lo Monaco, a Messina, si è affidato a uno staff di fiducia e non vive la quotidianità della squadra, che lui stesso finanzia. Fiore sta lavorando in prima persona e deve fare i conti con la disponibilità economica della società. Ecco, diciamo che sarebbe bello vederli lavorare assieme.
A. SANGIORGI: Lo Monaco per acclamazione.
11) Chi sarà promosso in Lega Pro a fine stagione?
M. CAPUANO:
Il Messina è favorito sul Cosenza, non solo perché oggi la classifica dice questo. Organico e situazioni non previste (Pietro Arcidiacono out per tutta la stagione) fanno pendere l’ago dalla parte dei giallorossi. Il match di domenica potrà dire molto in merito, ma attenzione al mercato che è un’opportunità per entrambe.
S. MAGAZZU’: Dico Messina.
A. SANGIORGI: Alla fine penso entrambe. Sul campo il Messina.
12) Il tuo pronostico su Cosenza-Messina?
M. CAPUANO:
Uno a uno: Mosciaro e Corona in gol a conferma di quanto detto sopra.
S. MAGAZZU’: Se dovessi puntare un euro giocherei il pareggio senza gol. La tensione, secondo me, avrà la meglio.
A. SANGIORGI: Vedo parità, con l’incognita S.Vito che quasi mai ha detto bene ai giallorossi.

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