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Cosenza, il bello deve ancora venire

Cosenza, il bello deve ancora venire

Il successo conseguito con l’Acr Messina ha dato al gruppo la consapevolezza di poter lottare fino alla fine per la promozione e che nessuno vince ancor prima di scendere in campo.

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Mosciaro scaglia in rete il pallone del 2-0.- Il suo è un eurogol (foto mannarino)

Gol, spettacolo e tanta tensione. Il Cosenza che ieri ha battuto il Messina, è l’espressione più bella del panorama sportivo della città dei Bruzi. Un gruppo che nonostante le difficoltà, le assenze e un pubblico che non ha risposto alla grande, ha annichilito sul piano tattico la capolista, costringendo Catalano a ruotare i big dell’attacco per provare a far male ai Lupi. Al novantesimo, il boato dello stadio, ha consegnato a squadra e staff l’arma in più in vista dei prossimi impegni. La consapevolezza dei propri mezzi e l’idea che non esistono compagini che vincono il torneo prima di iniziare a giocarlo. Hanno vinto i calciatori ma anche mister Gagliardi. Ha responsabilizzato tutti i suoi uomini, imbrigliando i calciatori migliori del Messina con una squadra che in ripartenza ha fatto malissimo. La vittoria più grande per il tecnico del Cosenza, si chiama Manolo Mosciaro. L’attaccante è un elemento extralusso per la categoria e sta indubbiamente disputando, con addosso i colori della sua città, la migliore stagione della sua carriera. Pressa, rientra per aiutare i compagni, fornisce assist, è sempre nel vivo del gioco e segna con una regolarità impressionante. In tutti i modi. E’ lui che sta rispondendo sul campo al compito affidatogli all’inizio della stagione. A questa squadra serviva un leader. Un uomo in grado di far capire ai nuovi elementi che a Cosenza si gioca per vincere e si da il massimo sul rettangolo verde. L’altra vittoria la garantiscono i numeri. L’area tecnica ha costruito questa squadra sull’esperienza di Fiore e Parisi, su una serie di giovani promettenti e su un attacco formato da Mosciaro, Arcidiacono e Guadalupi. Se si considera però, che i tre big del reparto offensivo, non hanno quasi mai giocato insieme, il primato dei rossoblù, conquistato ai danni della corazzata Messina, assume un valore importantissimo. Il Cosenza risponde e ancora non ha espresso al meglio il suo valore. Salvino ieri ha dimostrato la sua affidabilità nelle gare che contano e Pesce dovrà capire che un ragazzo con i suoi mezzi atletici può rappresentare un’arma in più per il tecnico. Il bello deve ancora venire. Sembra questo il messaggio lanciato da una squadra che sarà ritoccata ma non snaturata. Ricostruire dopo la vittoria dei playoff e ripartire da un gruppo nuovo, allestito con un budget inferiore rispetto a quello dell’anno precedente, era un rischio che alla luce dei fatti è stato calcolato bene. Nelle stanze della società, chi si occupa di mercato lo ha fatto scrupolosamente, perché i risultati sono evidenti. Ora il compito sarà ancora più difficile. Far crescere chi ancora non si è espresso al meglio, e reperire qualche pedina in grado di dare esperienza e forza alla squadra. Manolo Mosciaro è e sarà il centravanti di questa squadra. Si cerca quindi un esterno offensivo e la notizia è che Gaetano Manco, già nelle prossime 48 ore potrebbe essere un calciatore rossoblù. In porta, invece, si attenderà gennaio. Il Cosenza vuole pescare in qualche vivaio di Serie A e Serie B per avere un numero uno affidabile oltre a Straface, autore finora di una buona stagione. Le carte per giocare da protagonista, insomma, non mancano ai rossoblù. Un primo passo è stato fatto e una dimostrazione è stata data. Il Cosenza ha qualcosa in più del Messina. La fame e un gruppo compatto. Parisi e soci ripartiranno da questo, per provare a spuntarla in una corsa a due, sempre più avvincente. (Francesco Palermo)

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