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Società Nuova Cosenza, serve onestà con i tifosi

Società Nuova Cosenza, serve onestà con i tifosi

Guarascio deve chiarire alla città le sue intenzioni. La squadra va rinforzata adesso per continuare a cullare il sogno della promozione. Discutibile il comportamento del patron.

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La squadra rossoblù scesa in campo all’Aldo Campo di Ragusa ieri pomeriggio

All’indomani dell’ultimo incontro dell’anno solare, coincidente con la chiusura del girone d’andata, avremmo di certo voluto commentare circa la splendida cavalcata che ha contrassegnato questo 2012 dalla chiusura della passata stagione sino ai 35 punti conquistati in questa prima fase della stagione in corso. Avremmo maggiormente gradito raccontarvi di come la squadra sia stata in grado di raggiungere risultati sportivi incredibili, considerando le innumerevoli difficoltà e i labirinti societari nei quali si è dovuta destreggiare. Infine avremmo voluto segnalarvi i copiosi regali che il Babbo Natale del calcio ha lasciato sotto l’albero rossoblù, pieno di luci e colori, auspicio di un nuovo anno ricco di soddisfazioni e prospettive. Ma così non è: se doveroso appare ancora una volta ringraziare, veramente di cuore, e tessere le lodi di Gianluca Gagliardi e della sua truppa, questa volta non possiamo tralasciare una dura e diretta reprimenda nei confronti di chi avrebbe dovuto e non ha voluto regalarci un Natale diverso. Abbiamo sempre affermato che il calcio moderno non può e non deve riferirsi, nelle sue modalità gestionali, ad esempi del passato, purtroppo per il Cosenza, sin troppo noti, e così ancora riteniamo che sia, prima i bilanci e poi il resto, ma passare da un eccesso ad un altro ci sembra francamente paradossale, anzi ridicolo. La gestione di una società sportiva, a qualunque latitudine ci si trovi, necessita di investimenti e di capacità imprenditoriali che questa dirigenza ha purtroppo palesato di non avere e di non essere lontanamente in grado di poter acquisire, nonostante la meravigliosa opportunità concessa loro dalla presenza di un uomo di calcio. Il presidente Guarascio, con la sua latitanza non solo dagli spalti del San Vito, ma anche e soprattutto in sede di mercato, ha chiaramente lasciato intendere di non essere interessato a svolgere alcun investimento produttivo nel calcio cosentino, nonostante le ripetute dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi che, a questo punto, appaiono ai più mere operazioni di facciata. E’ giunto il momento della chiarezza, ovvero di far capire ai tifosi ed agli sportivi che hanno a cuore i colori rossoblù, quale sia il destino programmato per questa società, sempre che uno straccio di programmazione vi sia, ed eventualmente di farsi da parte lasciando il testimone a chi veramente vuole far calcio a Cosenza. La trasferta di Ragusa altro non è che la punta di un iceberg, la cui incombente presenza il comandante della nave “Cosenza” aveva già segnalato a suo tempo, ribadendo più volte, e con una chiarezza espositiva allarmante, che se si vuole puntare in alto bisogna intervenire ed anche con una certa sollecitudine. Il grido d’allarme di Gagliardi è rimasto invece lettera morta, quasi a voler ancor di più scavare un solco netto di indifferenza tra il calcio e gli attuali detentori delle quote di maggioranza di questa società ed, a distanza di un anno o poco più, ci troviamo a ripetere, come nei più brutti deja-vu, lo stesso ritornello già recitato allora: o dentro o fuori, non si può mortificare con imbarazzanti silenzi una città intera, non si deve giocare con la passione di chi non riempie più gli spalti del San Vito non per disamore ma esclusivamente perché non attirato da un progetto palesatosi inesistente dal punto di vista imprenditoriale. Non basta più utilizzare il parafulmine Stefano Fiore per scansare gli strali che da ogni parte della città vengono scagliati, sinceramente il tempo è ormai scaduto: ricapitalizzazioni annunciate e mai portate a termine, riassetti annunciati ma mai concretizzatisi ed infine budget irrisori anche per periodi di crisi economica. Da questo mercato di riparazione ci saremmo aspettati, e tuttora riteniamo sia così, che la rosa attuale venisse integrata con almeno quattro elementi funzionali all’obiettivo annunciato: un estremo difensore di spessore, un difensore centrale che dia sicurezza al reparto anche quando Capitan Parisi non è presente, infine con un centravanti di fisico e capace di fare a “sportellate” con le difese avversarie. Tanto per intenderci, senza con questo voler dare indicazioni tassative ma esclusivamente per chiarezza espositiva, uno alla Franza, uno come Ciano ed un centravanti alla Longobardi. Ma per cogliere questi obiettivi c’è bisogno di investimenti e di una programmazione volta al futuro perché vincere qui da noi non è un dovere sportivo ma un obbligo per la sopravvivenza, certi che, sfumato anche quest’anno l’obiettivo Lega Pro, quasi sicuramente non ci sarà una nuova alba per i colori rossoblù. La piazza esige a questo punto un definitivo e concreto chiarimento da parte di chiunque voglia darcelo per far si che nel 2013 possa essere un anno migliore, diverso e soprattutto il definitivo avvio di una nuova era calcistica. (Antonio Pallo)

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