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Cosenza, il prof Bruni e il segreto dei suoi successi

Cosenza, il prof Bruni e il segreto dei suoi successi

Il preparatore atletico spera in un girone di ritorno come quello del 2012. “Il termometro del gruppo è Mosciaro: se pressa fino a centrocampo sta bene. Guadalupi è incredibile”.

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Il professor Michele Bruni, fondamentale nei successi del Cosenza (foto mannarino)

Il professor Michele Bruni è un’altra delle memorie storiche del Cosenza. Le ultime promozioni sono legate anche al suo nome e, se non fosse stato per l’assurdo comportamento della Lega Pro, la scorsa estate ne avrebbe aggiunta un’altra al suo palmares. Preparatore atletico, ma per qualcuno anche personal training, Bruni è l’uomo a cui quotidianamente Gagliardi affida i suoi uomini. Nella pausa natalizia ricopre un ruolo è fondamentale. “Uno stop di qualche giorno è essenziale per ogni atleta – spiega – E’ provato scientificamente che si riscontrano dei benefici nei calciatori. Un atleta smaltisce la fatica fisica in 48 ore, mentre per quella mentale serve più o meno una settimana”. Nel girone di andata i Lupi sono andati a mille in quasi tutte le partite. “Il bilancio non può che essere positivo. Io sono molto pignolo e sebbene il gruppo sia partito col piede giusto, avrei gradito qualche match in più di Coppa prima del via. All’organico man mano si sono aggiunti elementi nuovi che non potevano essere al top e che hanno raggiunto una buona condizione solo col tempo. Ad ogni modo sono soddisfatto. Il mio termometro è Mosciaro: quando torna a pressare a centrocampo mi inorgoglisco. Purtroppo ci manca qualche punto. A Messina per esempio abbiamo pagato cinque minuti di follia, ma stona maggiormente il pareggio con la Nissa a margine di quasi venti tiri in porta”. I ko contro Montalto e Ragusa sono dei pesanti fardelli. “In Sicilia c’è stato un calo mentale, nel termine approccio di cui spesso si abusa, ma sul calo fisico vorrei aprire una parentesi. Due settimane prima avevamo disputato il nostro miglior incontro con l’Acr, impossibile pertanto che fosse cambiato qualcosa. Esistono le giornate storte, ma quando una squadra di D ha i suoi elementi più importanti acciaccati, poi ne risente il collettivo. Noi avevano Fiore e Benincasa non al meglio ed anche Marano aveva subito un duro colpo”. La paura più grande dei tifosi è il famoso calo atletico che di solito colpisce una squadra almeno una volta all’anno. “Non sono d’accordo, ad esempio lo scorso torneo il Cosenza non l’ha avvertito. Ripeto che bisogna essere fortunati a non avere contemporaneamente tre/quattro big giù di corda”. Il prof Bruni dalla ripresa degli allenamenti ha preso in consegna i rossoblù. “Stiamo lavorando bene senza preoccuparci della partita domenicale. È lontana nel tempo e questo mi permette di insistere su alcuni aspetti. I ragazzi si stanno sottoponendo ad una serie di test, due giorni saranno dedicati alla resistenza e due alla forza esplosiva”. Il girone di ritorno dovrà consacrare il Cosenza. “Mi auguro che si ripeta quanto avvenuto un anno fa, ma dipende tutto dai giocatori. A gennaio 2012 toccò a Biccio e Romano, ora è compito di Foderaro e Guadalupi, che per me è fortissimo ed è in grande condizione. Una ripresa soft? Nel programma di allenamento non abbiamo tenuto in considerazione che affronteremo Nissa, Acireale e Noto. Sono in queste gare che serve tenere alta la concentrazione, ma in tutta onestà non ho timore a far forzare i ragazzi su qualche esercizio, dato che non affronteremo la prima della classe…”.  (CosenzaChannel.it)

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