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A come Arcidiacono, G come Guarascio. L’alfabeto del 2013

A come Arcidiacono, G come Guarascio. L’alfabeto del 2013

Il Cosenza tra il serio e il faceto, una tema per ogni lettera. Attenzione all’Avellino che vorrebbe il Lupo di Citrigno o a Napoli che legge Pirandello…
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Sotto l’albero i protagnisti rossoblù hanno trovato diversi doni, qualcuno anche dei libri. Ad esempio Fiore ha regalato a Gagliardi un famoso saggio di Gene Gnocchi, mentre Salvino si è opposto al trasferimento alla Lazio perché voleva portarsi dietro Arcidiacono. Lo stesso Biccio rischia seriamente di aumentare la durate del Daspo se realizzare la t-shirt che ha in mente.
A COME ARCIDIACONO.
Biccio manca al Cosenza come il cacio lo farebbe sui maccheroni. Per il 2013 ha promesso di realizzare una t-shirt con la scritta “Straface Innocente”. Stavolta però rischia un Daspo di 12 anni.
B COME SERIE B. I tifosi del Cosenza la snobbavano, adesso la sognano ad occhi aperti. Meglio il Lamezia ed il Trapani o l’Atalanta ed il Napoli? Peccato che queste quattro squadre non siano più né in D e né in B. Va aggiornato il ritornello.
C COME COSENZA 1914. Il marchio è uno solo, il resto sono imitazioni. Citrigno sta trattando però la cessione del lupo all’Avellino, che intanto ha perso prematuramente il suo. Lascerebbe soltanto la denominazione e il volto di Winston Wolf di Pulp Fiction. Risolverebbe problemi…
D COME SERIE D. Guardare sopra, da quando non ci sono più Lamezia e Trapani non è più lo stesso campionato.
E COME ERBA. Quella del San Vito è sempre più verde. Però non è dato a sapersi se, rollata a dovere in un involucro di cellulosa e miscelata a normale tabacco, darebbe effetti stupefacenti. Di certo i gol di Mosciaro lo erano. Stupefacenti.
F COME FIORE. Stefano ha comprato per Natale il libro più famoso di Gene Gnocchi: “Il culo di Sacchi”. Lo ha regalato a Gagliardi che lo ha letto durante il cenone di Natale. Il tecnico ha scoperto di essere baciato dalla sfortuna.
G COME GUARASCIO. Troppo facile ironizzare sui capelli del presidente.
H COME HAPPY HOUR. Letteralmente significa “ora felice”. E’ quella che si è concessa il Cosenza contro il Messina, bevendosi gli avversari come fossero coca e rum. Gagliardi invece ha lasciato l’acqua minerale a Catalano che però è andato via dal San Vito sbronzo commentando un’altra partita.
I COME IGNORANZA. In una sua celebre intervista quando vestiva la maglia del Torino, Alessandro Pellicori si definì un calciatore ignorante. Centravanti vecchia maniera come lui a Cosenza non se ne vedono da un po’. Forse bisognerebbe chiudere l’Unical.
L COME LEONETTI. Per tutti è l’avvocato. Per assomigliare all’Avvocato (quello con la A maiuscola) dovrebbe rivedere il suo abbigliamento. Servono il blazer blu, portato però sopra jeans scoloriti al punto giusto e un paio di mocassini in camoscio. La camicia va tenuta aperta. Fondamentale l’orologio sul polsino.
M COME MOSCIARO. Manolo è il re, ma non ha perso l’umiltà. A Natale ha trovato il tempo di aiutare il suocero in pescheria continuando ad allenarsi per tornare tra i professionisti. E se dovesse arrivare un ripescaggio… sarebbe pronto ad abboccare all’amo.
N COME NAPOLI. L’ex allenatore rossoblù ha deciso per queste vacanze di leggere il libro di Pirandello “Sei personaggi in cerca di autore”. Così potrà scegliere il prossimo dopo essere passato in rapida successione da tecnico filo-societario a sergente di ferro, da tecnico filo-area tecnica a ipercontestato. Ha fatto sapere di voler aspettere la conferenza stampa del prossimo match col Sant’Antonio Abate per farci sapere quale interpreterà.
O COME OSPITI. Quelli del Messina sono stati i più numerosi da qualche anno a questa parte. Erano convinti di conquistare tre punti facili, per ottenerli non smettono di ripetere il match alla playstation.
P COME PLAYOFF. Quest’anno dicono serviranno a qualcosa. Il Cosenza però ha comunicato di voler disertare per protesta la competizione.
Q COME QUAGLIO. Non gli chiediamo di dire una cosa di sinistra perché magari non lo è. Ma soltanto di dire qualcosa!
R COME RISSA. Sono quelle (verbali…) sfiorate l’anno scorso tra giocatori e società o tra calciatori e allenatore. E questa non è ironia, anche se lo sembra.
S COME SALVINO. Golden-boy rossoblù. Fiore lo aveva venduto già alla Lazio per 4 miliardi di vecchie lire. Lui si è opposto al trasferimento perché voleva portarsi dietro il suo parrucchiere di fiducia: Arcidiacono.
T COME TRASFERIMENTO. E’ stata la parola più gettonata del mercato dicembrino, ma alla fine non è arrivato nessun top-player. Questo perché lo stile Juve insegna.
U COME UMILTA’. E’ il calciatore più importante del gruppo. Ha deciso gran parte del girone di andata, poi nell’ultimo appuntamento a Ragusa ha scelto di visitare la cittadina siciliana anziché scendere in campo. Andrebbe multato.
V COME VERITA’ PER DENIS. Non serve aggiungere altro.
Z COME ZORRO. Non c’entra nulla, ma ci stava bene. Pensandoci bene visto il fiorire di creste alla El Shaarawy, possibile che nessuno abbia pensato di imitare Vucinic?

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