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Foderaro: “In rossoblù per vincere il campionato”

Foderaro: “In rossoblù per vincere il campionato”

L’esterno del Cosenza mostra sicurezza ed è convinto che la sua nuova squadra potrà lottare fino alla fine con la corazzata Acr Messina. “Sono una seconda punta che può fare l’ala”.

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Giovanni Foderaro in uno dei suoi primi allenamenti al Sanvitino (foto mannarino)

La carriera di Giovanni Foderaro iniziò con il botto. Da giovanissimo fu notato dal Verona che lo portò al Bentegodi. “Sì, è così – ricorda con una punta di nostalgia – Avevo 16 anni e militavo nella Vigor Lamezia. Stavo a cavallo tra la prima squadra e le giovanili. Feci un provino e poi mi trasferii. Esordii in B nel 2003, a Salerno. Poi tornai in prestito alla Vigor e dai qui di nuovo in gialloblù per altre otto presenze tra i cadetti”. In carriera ha girato molto, ma prima di essere ingaggiato dal Cosenza faceva parte del Matera. “Hanno creato un top team, con giocatori incredibili senza riuscire a conquistare la vetta. L’Ischia addirittura ha vinto in Basilicata”. Poi la telefonata che non ti aspetti. “Quando ho risposto al cellulare, dall’altra parte c’era Stefano Fiore. Sono serviti dei giorni di trattativa per valutare alcune situazioni, ma alla fine è andato tutto bene”. Il suo inserimento procede bene. “Il gruppo è di quelli importanti, coeso ed ha tutte le carte in regola per vincere il campionato. Non sarei mai venuto altrimenti. Il Messina è a tre punti, significa che si é fatto benissimo nel girone di andata. Io sono una seconda punta che può giostrare all’occorrenza anche da esterno”. Avrà un compito molto impegnativo nel non far rimpiangere Arcidiaocno. “Pietro è una gran calciatore e non può essere discusso. Io ho altre caratteristiche, ma voglio dare il mio contributo alla causa. Lui si è imposto, vorrei fare lo stesso”. Domenica con la Nissa probabile esordio dall’inizio. “Voglio farmi trovare pronto e poi giocare al San Vito, cosa che in carriera non ho fatto nemmeno da avversario. Anzi, l’ho visto solo una volta: si giocava Cosenza-Lazio…”. (Luigi Brasi)

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