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Speciale: Una musica può fare (II parte)

Speciale: Una musica può fare (II parte)

La simbiosi perfetta tra gli ultras e le loro band di riferimento, ma anche le canzoni che hanno raccontato le emozioni di un calcio che non c’è più. Liverpool e Celtic si contendono l’inno.

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Raccontare il calcio con le note è un esperimento ben riusciuto. Ma si deve essere tifosi

Il rapporto tra i settori più caldi del tifo e le band musicali è uno scambio di amorosi sensi. Calcio&conflitto è il sottile filo conduttore tra ultras appartenenti ad ideologie libertarie/anarcoidi e gruppi punk rock, oi! e ska figli degli stessi ambienti. Spesso gli uni si mescolano agli altri e viceversa. E’ un fiorire di arrangiamenti, di prove corali e di spunti interessanti, ma anche di esultanze, scontri e rifiuto dell’autorità costituita.
IN ITALIA. Gli Statuto sono granata fino al midollo. La Curva Maratona del Torino li ha riconosciuti come “complesso ufficiale”, tanto che fin dal 1993, alle presentazioni pubbliche della squadra in estate, sono sempre stati invitati ad esibirsi. Il loro pezzo più celebre è “Ragazzo Ultrà“, uno ska che offre un punto di vista diverso del fenomeno. Nel 2001 nel disco “Il migliore dei mondi possibili” esce “Vita da ultrà“, mentre nel 2010 dedicano la titol-track “E’ già domenica” a Gabriele Sandri. I Los Fastidios seguono da anni dietro lo striscione Virtus Fans la Virtus Verona, terzo club scaligero attualmente in testa al torneo di Serie D nel girone C. Il contesto in cui operano non è dei più facili. Sono gemellati con la Bergamini di Cosenza, da dove sono nati i Lumpen e i Nia Punx: non si contano più i concerti benefici e i raduni a cui hanno partecipato secondo uno stile “Rock’n’Roll Rebels”. Gli Erode sostengono la Pro Patria, nonostante nella loro curva vi siano infiltrazioni dell’estrema destra. Il Como tra i suoi supporter annovera gli Atarassia Grop, mentre nella Sud capitolina negli anni è stato un susseguirsi di band. La più famosa sono i Boody Riot i cui esponenti militavano nei mitici Fedayn, l’ala dura e inizialmente più politicizzata dell’Olimpico sponda giallorossa. A Genova, i Gradinata Nord hanno scelto proprio il nome del settore da dove seguono la partita. I bolognesi intonano il ritornello di “Tempi Nuovi” dei Nabat.
IN EUROPA. Le contaminazioni maggiori si hanno ovviamente in Gran Bretagna, patria di ogni tendenza musicale. Londra sembra essere il centro nevralgico, un posto che andrebbe considerato come una sorta di pannello temporale dove mescolare il vecchio al nuovo non è mai sbagliato. Ecco pertanto che, da buoni amanti delle tradizioni, qualche mese fa la polizia è stata costretta ad intervenire per sedare una rissa scoppiata ad un concerto dei Kid British tra hools del West Ham e del Millawall. Gli Hammers vantano ben due gruppi che hanno scritto la storia del movimento Oi!: I Cockeny Reject e i Cock Sparrer che per la copertina di un loro 45 giri si sono fatti fotografare fuori da Upton Park. I Reject invece hanno lasciato in dono una cover di “I’m forever blowing bubbles“, ma di questo ne parleremo nella terza parte dello speciale di CosenzaChannel.it. Gli Oasis erano fan scatenati del Manchester City, tanto che quando Tevez e compagni giocano, sugli spalti non mancano mai brani dei fratelli Gallagher. Il più piccolo, Liam, non fa mistero di non riuscire a trattenersi troppo quando i Citizens sono in campo. Al Bernabeu, nella sfida di Champions contro il Real Madrid, è dovuta intervenire la forza pubblica per evitare guai peggiori. In Svizzera i Vanilla Muffins sono al fianco del Basilea nelle trasferte europee e da cantone a cantone. Sintesi perfetta, per chiudere, sono le parole di Bob Marley: “Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività”. (co. ch.)
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http://www.cosenzachannel.it/news-cosenza-calcio/9256-speciale-una-musica-puo-fare-iii-parte.html

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