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Cosenza, trattativa per la metà delle quote di Guarascio. Ma resterà presidente

Cosenza, trattativa per la metà delle quote di Guarascio. Ma resterà presidente

Ruota tutto intorno a Candelieri. Si va verso una condivisione societaria fino a giugno. Entro due settimane, dopo l’assemblea dei soci, si dovrebbe delineare il nuovo organigramma.

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Il patron Eugenio Guarascio in occasione della trasferta di Lamezia (foto mannarino)

Questa mattina Calabria Ora ha svelato i motivi che stanno portando di continuo Guarascio e Quaglio al San Vito. Se da un lato presidente ed amministratore delegato stanno tranquillizzando la squadra in vista degli imminenti movimenti economico-finanziari, dall’altro si sta portando avanti una vera e propria trattativa. Che il Cosenza abbia bisogno di forze fresche è fuori discussione, così come è di dominio pubblico che entro due settimane, ad assemblea dei soci svolta, si dovrebbe delineare il nuovo organigramma dirigenziale che accompagnerà i calciatori allenati da Gianluca Gagliardi almeno fino a giugno. Tutto ruota attorno alla figura di Francesco Candelieri che, in silenzio e da professionista, sin da agosto sta lavorando al progetto che fa perno sulla figura del direttore sportivo Stefano Fiore. Candelieri ha raccolto una serie di adesioni a cui chiederà di compiere il grande passo verso Viale Magna Grecia soltanto quando riceverà determinate garanzie dall’attuale proprietà. Rispetto a gennaio 2012 non c’è animosità tra le parti, ma si sta ragionando a 360 gradi. Non che vi sia grossa possibilità di scelta, ma i dettagli in casi del genere sono fondamentali. Da quanto trapelato, Guarascio ha palesato l’intenzione di restare in società e di continuare a sedere sulla poltrona di presidente. Trasformarsi in socio di minoranza è una soluzione che non gli interessa, pertanto le strade da imboccare sono due: l’uscita definitiva, improbabile, o la condivisione delle quote. Sul tavolo della trattativa, infatti, è finita proprio la metà di quelle controllate da lui e dall’amministratore delegato Quaglio (circa il 97%, la percentuale rimanente è distribuita tra Silletta, Marchese e Federico, ndr) che, una volta passate di mano, si troverebbe a fronteggiare un peso minore rispetto a quello non indifferente, dettato dalla percentuale che si è ritrovato a gestire dopo l’uscita degli altri soci. (Luigi Brasi)

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