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Nuova Cosenza, il tuo è un vizio

Nuova Cosenza, il tuo è un vizio

l’editoriale di Piero Bria
Il comunicato della società lascia perplessi. Ora bisogna chiedere, dai tifosi alla stampa, chiarezza al presidente Guarascio. Chiediamo che vengano mostrati tutti i conti della società. Chiediamo quella trasparenza di cui tanto si vanta la società rossoblù.
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E ci risiamo. Questa volta recidivi. Otto mesi dopo la Nuova Cosenza “scrive a nuora perché suocera intenda”. E lo fa non citando mai Cosenza Channel. Si tratta di un vizio, ora è ufficiale. Mentre a maggio del 2011 fu Guarascio ad emanare un comunicato a dir poco discutibile ora è un anonimo. E cosa peggiore non poteva avvenire. Il sottoscritto non ha mai sopportato il finto moralismo perbenista. Senza dimenticare poi chi ritiene che l’anonimato sia un diritto inalienabile delle persone a vomitare qualsiasi cosa contro chiunque in maniera socialmente discutibile. Sono costretto a ribadire, nuovamente, quello che è un concetto che, sicuramente, la Nuova Cosenza non ha ancora assimilato. Noi facciamo i giornalisti a differenza di chi, in società, si reputa uomo d’azienda. Forse per questo, noi, limitandoci a fare i giornalisti, quando scriviamo ci sforziamo di farci capire da tutti e quando leggiamo cerchiamo di capire. Al posto dell’anonimo della Nuova Cosenza, forse per deformazione professionale, noi saremmo stati più chiari. Perciò, ritenendo che le sue accuse verso alcuni organi di stampa che “lanciano la volata” siano in realtà riferite a Cosenza Channel (perché non citarci mai? È proprio un vizio…). Pensiamo, quindi, di dover rispondere ancora una volta. Come scrissi tempo fa sono costretto a ribadire che noi non abbiamo strumentalizzato nulla. Semmai non ci piace essere strumentalizzati. Perciò, la prossima volta che la Nuova Cosenza scrive qualcosa a qualcuno, non scriva un comunicato stampa. Butti giù una lettera e la spedisca alla persona interessata, con tanto di nome e indirizzo sulla busta. Lo scrissi già otto mesi e mi trovo costretto a ribadire, purtroppo, gli stessi concetti. Un po’ come capita con quegli alunni che hanno difficoltà di apprendimento. Ma si può sempre migliorare e siamo convinti che l’anonimo della Nuova Cosenza possa seriamente fare passi da gigante, ad iniziare dalla firma. Detto questo prendiamo in esame alcuni punti del comunicato emanato dalla Nuova Cosenza.
“… Si conferma l’esistenza … al fine di realizzare una compagine societaria ancor più solida, costituita da chi vuole investire e non semplicemente prendere dal Cosenza Calcio, secondo una programmazione ed un impegno finanziario effettivo e diretto che non riguardi esclusivamente l’anno in corso”.
Il presidente Guarascio che, nelle poche volte in cui si è esposto, ha parlato di chiarezza e trasparenza ha l’occasione per smascherare i colpevoli. Come mai non si fanno nomi? E perché lasciare sempre questo velo di mistero che va a colpire soprattutto quei tifosi che amano il Cosenza e che non conoscono determinate dinamiche? Siamo noi a chiedere chiarezza al Cosenza. E facciamo mea culpa se in passato siamo stati troppo permissivi. E da oggi, ininterrottamente, chiederemo alla società di mostrare i conti e di essere maggiormente partecipi. I tifosi, cara Nuova Cosenza, pagano il biglietto ed hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi. Quando nel comunicato si accusa qualcuno di “prendere dal Cosenza”, beh, il riferimento non è di sicuro ai tifosi, né alla stampa. O almeno si presume. Sarà l’area tecnica o il fantasma Casper? Saremmo proprio curiosi di sapere chi è. E allora che sia la Nuova Cosenza a fare luce visto che si esalta la trasparenza e la chiarezza.
Il comunicato prosegue. “Allo stato non esiste, però, al di là di fughe giornalistiche “per tirare la volata”, chiacchiere, ricostruzioni inverosimili o apporti generici, alcuna manifestazione concreta di disponibilità che possa trasformarsi in una partecipazione societaria secondo criteri legali e di congruità. In un caso, addirittura, si attende una proposta concreta promessa fin dallo scorso mese di agosto. In attesa o in mancanza degli auspicabili nuovi contributi, la società ed il Presidente Guarascio assicurano la continuità del progetto intrapreso con spirito di responsabilità ed attaccamento che si manifesta con un impegno concreto senza soluzione di continuità fin dall’agosto 2011. L’ auspicio è che quanti si vogliano avvicinare al Cosenza Calcio lo facciano secondo principi di riservatezza e concretezza”.
Per quanto riguarda la volata cosa dire. Ammettiamo di non essere masochisti e di non gradire l’attuale stato di cose. Un po’ come il 99% della città (per l’1% basta fare due conti e pensare proprio alla denominazione dell’attuale società…un rebus dalla facile soluzione). Ma a chi dovremmo lanciare la volata? Quantomeno fatecelo sapere così ci adopereremo a dovere. Abbiamo provato spudoratamente a convincere Stefano Fiore ma non c’è stato verso. Gattuso, poi, è stato troppo poco in città per tentare il colpo da novanta.
Infine mi preme sottolineare un aspetto. Ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole della propria vita così come l’anonimo della Nuova Cosenza ha certamente il diritto di esprimere il suo parere su tutto. Ma almeno che si abbia il coraggio di metterci la faccia, come fanno in tanti che, vi piaccia o no, ci mettono la loro. Perché in questo modo, oltre a non dare l’impressione che determinati commenti siano solo uno sfogo dettato da frustrazioni personali, sarebbe anche e soprattutto un segno di civiltà. Chiudo con un botta&risposta della “stanza di Montanelli” che mi sembra appropriato. Un lettore scrive: “Caro Montanelli, per quale motivo c’è tanto timore a esporsi e a manifestare apertamente una propria idea, opinione o convincimento? Personalmente non comprendo e non giustifico questo comportamento, che mi ricorda tanto lo scagliare la pietra per poi nascondere la mano”. Così Montanelli: “Caro amico…E’ vero: non si vedono in giro molti cuori di leone, ma a tutto c’è un limite (anche alla codardia). Vizio di scagliare la pietra e nascondere la mano, lei dice? Ma com’è possibile? Molte di quelle pietre sono sassolini, e non dovrebbero creare ansia. Certo: ci sono persone che hanno paura della propria ombra…hanno timore dell’Autorità, che molti italiani preferiscono stordire con salamelecchi, titoli e aggettivi, salvo ingannarla alla prima occasione; ma che non vogliono affrontare di petto. Timore dell’impopolarità. Timore di dover spiegare le proprie idiosincrasie, senza avere gli argomenti per farlo. Tutto questo, come dicevo, è irritante: ma temo faccia parte del carattere nazionale. Non da molto: solo da qualche secolo. Mi lasci dire, tuttavia, che preferisco lettere chiare, circostanziate, coraggiose e firmate. Ma non si può avere tutto nella vita…”. Cara Nuova Cosenza ciò che si è seminato oggi viene raccolto. E se arrivano i fischi dei tifosi vuol dire che quel seme non è stato posato nella maniera dovuta. L’unico modo per rimediare è quello di mettersi a nudo e mostrare i conti. Tutti. Solo così si potrà acquistare credibilità. Se lo si vuole. Altrimenti fatevi da parte.

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