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Speciale: Cosenza’s got talent (III parte)

Speciale: Cosenza’s got talent (III parte)

L’universo parallelo del settore giovanile guidato da Francensco Candelieri è l’esempio lampante di come si gestisce, con programmazione e lungimiranza, una società di calcio.

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Sopra Ciardullo, Candelieri e Trocini, sotto le promesse Reda, Rino e Rocca

In un progetto a lunga gittata è fondamentale tenere sotto osservazione il comportamento dei giovani calciatori fuori dal rettangolo di gioco. Studio e vita sociale sono aspetti che interessano ai responsabili del settore giovanile rossoblù tanto quanto il saper giocare a pallone. Creare dei potenziali sportivi a trecentossessanta gradi è l’obiettivo principale che si sono prefissi dalle parti di Viale Magna Grecia, dove quotidianamente non mancano consigli e tiratine d’orecchie ai chi perde di vista il giusto cammino.
IL “CAMPUS” E LA SCUOLA. La struttura è uno dei punti di forza di questa squadra. La Real Cosenza è un vero e proprio “campus”, dove crescono i talenti del vivaio. La base operativa che la famiglia Perri ha messo a disposizione del presidentissimo Candelieri, consente ai giocatori di allenarsi quotidianamente al meglio. A proposito del numero uno delle giovanili. Questo piccolo miracolo a tinte rosse e blu, è frutto dell’amore di un serio professionista che abbina la sua passione ad un progetto di crescita e miglioramento per i più giovani. Oltre al lato calcistico, è interessante sottolineare un altro dato. A Cosenza il calcio va di pari passo con la scuola. I ragazzi sono costantemente e quotidianamente seguiti nel loro percorso scolastico, controllato sotto ogni aspetto. Se dagli istituti arrivano notizie negative, le porte del campo di gioco si chiudono per i calciatori in erba. Un mondo elaborato ed educativo ma soprattutto impeccabile. La struttura è dotata di defibrillatori e i gruppi di giovani sono seguiti da una dottoressa che cura le abitudini alimentari. Le trasferte sono organizzate meticolosamente e sia la Juniores che gli Allievi partono in pullman, affrontando anche ritiri importanti a spese unicamente del presidente. Giovanni Ciardullo e Roberto Esposito, sono presenti costantemente nei campi d’allenamento curando ogni aspetto della vita dei loro giovani che devono rispettare un regolamento. Vietato anche alzare la voce in campo ed usare espressioni volgari che sono assolutamente bandite. Il lavoro paga e il pubblico intanto ha già espresso il suo gradimento dimostrato dai 400 spettatori che mediamente seguono le gare interne del Cosenza. E’ questo il riconoscimento più bello per quello che accade intorno ai lupacchiotti. Nessun problema, risultati e testa sul campo. Vi starete chiedendo se è possibile che la prima squadra e le giovanili vivano situazioni così differenti. La risposta sta tutta nell’organizzazione. Chi fa dei programmi il suo motto è un vincente. Questo è il segreto della “cantera” rossoblù che Candelieri, con il supporto di professionisti validi e della famiglia Perri, vuole portare sulle pagine di cronaca nazionali. (f. p.)

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