Cosenza Calcio

Ufficiale: Stefano Fiore si è dimesso

Il direttore sportivo: “Inaccettabile che la società calpesti umanamente le persone che mi stanno vicino. Non sono stati pagati ancora i calciatori della scorsa stagione e perfino l’albergo della finale playoff ci ha presentato il conto”. Sei mesi di squalifica a Salvo Arcidiacono.

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Pierpaolo Perri, Stefano Fiore e Aristide Leonetti dietro il tavolo presidenziale

Stefano Fiore si è dimesso da direttore sportivo del Cosenza Calcio. Lo ha annunciato nella conferenza partita alle ore 12 presso la sala stampa dello stadio San Vito. Al tavolo presidenziale erano presenti anche l’altro responsabile dell’area tecnica Leonetti e il team manager Perri. “È inaccettabile il comportamento della società che ha calpestato umanamente la dignità dei miei collaboratori – ha esordito l’ex azzurro – Sinora ho taciuto perché amo il calcio e perché ho messo una passione infinita per cercare di riportare in alto il calcio della mia città, ma sono stato scelto non per le mie qualità che possono anche essere nulle, ma perché Guarascio e Quaglio speravano che io mettessi soldi. Vanno chiusi in un manicomio per ciò che hanno detto, purtroppo non posso fare altro che annunciare il mio disimpegno da responsabile dell’area tecnica”. In una sala stampa gremita dai tifosi, delusi ed arrabbiati per una situazione vista già decina di volte negli ultimi dieci anni, Fiore ha snocciolato una piccola parte (“solo il 20%”) della gestione Guarascio-Quaglio. “Se hanno provato a stancarmi ci sono riusciti. Siamo stati umiliati e costantemente messi in discussione. Io posso anche non capire nulla di calcio ed essere contestato per il mio lavoro, ma non si dovevano permettere di calpestare moralmente chi è stato scelto da me. L’attuale società non sa nemmeno se il pallone è rotondo”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il comunicato diramato giovedì scorso. Parlandone, Stefano mastica amaro ed abbozza un sorrisino che è una fotografia del suo stato d’animo. “Dicono che qualcuno debba dare e non solo prendere. Noi non abbiamo mai avuto un contratto, mai preso un centesimo di rimborso spesa, mai una scheda telefonica: le loro insinuazioni sono una vergogna, come è una vergogna che non vengano pagati gli alberghi o i giocatori che poi incontrano difficoltà con le bollette. Vi dico che il “gruppo Fiore” non esiste per come si voleva far intendere, ma il “gruppo Fiore” inteso come le persone che mi stanno vicine, quest’anno ha messo nel Cosenza più soldi di quanti ne abbia messi Guarascio tra sponsor ed apporto diretto. Sapete, l’altro giorno è arrivata una telefonata dell’albergo di Frosinone dove pernottammo la sera della finale di Arezzo: richiedeva il pagamento”. La rinascita del calcio cittadino passava anche attraverso la figura di un campione della sua portata. “Non ho mai detto di voler mettere soldi in una squadra di calcio, lo ribadisco oggi e lo ribadirò sempre. Sono un direttore sportivo e vi prego di giudicarmi per ciò che concerne gli aspetti tecnici. Dopo la sconfitta di Noto, hanno chiesto a Gagliardi di dimettersi, roba da non crederci. I calciatori dello scorso anno non sono stati ancora pagati e non hanno fatto vertenza solo grazie a noi, la verità è che chi gestisce il Cosenza disconosce i colori sociali, non sa in quanti si scende in campo, ma mettono i soldi. Pertanto comandano loro. E’ un peccato che io debba andare via vedendo l’evolversi del progetto sia per la prima squadra, sia a livello giovanile, ma a tutto c’è un limite. Quanto è stato fatto da noi in queste condizioni è un miracolo sportivo”. Per molti l’oggetto del contendere è stato il settore giovanile. “Non è così. Gli è stato dato un parco giocatori a costo zero a patto di un piccolo riconoscimento. Candelieri si è comportato in maniera passionale, ma da ingenuo. Non alcuna carta in mano, pertanto dovrà vagliare forme differenti per far valere i propri diritti. Vogliamo forse parlare della famiglia Perri che ha messo a disposizione tutto senza nemmeno ricevere in cambio un grazie? Vincenzo Perri, forse l’unico a capire di calcio tra i nove soci chiamati dal sindaco, anziché essere coinvolto sempre più è stato buttato fuori. Andrebbero chiusi in manicomio”. Stefano Fiore è un fiume in piena. “Il progetto tecnico va avanti per quanto mi riguarda ed ho chiesto a Gagliardi di restare al suo posto. Continuerò a seguire la mia creatura, sperando che il club mantenga gli impegni per come promesso”. Le domande dei tifosi sono tante. “L’ingresso in società? Fa fede quanto detto prima, inoltre non ci sono mai stati i presupposti per intavolare qualsiasi tipo di discorso. Le condizioni erano tre: Guarascio in possesso del 100% delle quote, chiusura dei debiti regressi con i calciatori della vecchia stagione e la non presenza della figura di Quaglio. Ad oggi nessuna di queste tre condizioni è stata rispettata. La domanda da porre è non perché vado via io, ma perché restano loro”. Leonetti affonda il colpo. “Dopo l’ultima ricapitalizzazione, c’è un 40% che non è stato sottoscritto, quindi pare sia cedibile. L’1% sembra che costi 12mila euro, quindi il 40% per Guarascioe Quaglio ne vale 480mila. Mi pare chiaro e logico che un potenziale acquirente dovrebbe sborsare tale somma per poi gestire poco o nulla”. In chiusura, è ancora Fiore a prendere la parola. “Il sindaco? Sa tutto, ma non c’entra nulla in questa gestione. Lui è solo stato promotore di far riaprire il San Vito quando il calcio in città era scomparso nuovamente”. C’è spazio anche per il caso-Arcidiacono (il fratello Salvo proprio stamattina ha ricevuto sei mesi di squalifica, ndr). “La società del Cosenza è l’unica in Italia che non ha difeso un tesserato. Biccio è sostenuto economicamente e legalmente da noi, dopo che per restare in rossoblù ha rinunciato ad offerte ben più importanti della nostra. E’ stato abbandonato. Cosa farò nel mio futuro? Resto alla finestra, ora ho voglia di disintossicarmi e poi vedremo. Solo gli stupidi non tornano sui propri passi”. (Luigi Brasi)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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