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Mors tua, vita mea

Mors tua, vita mea

– l’editoriale di Piero Bria –
Fiore attacca Quaglio, Guarascio fa uno show. Nel mezzo i tifosi che perdono “una certezza”. Ed ora i vecchi fantasmi del passata che ritornano, ma c’è una promessa…
ultras a riberaI sostenitori del Cosenza presenti nonostante tutto anche a Ribera (foto shartella)
Abbiamo auspicato una riconciliazione nel passato. Non faremo lo stesso errore oggi. Le dimissioni di Stefano Fiore sono una sconfitta per tutti, società in primis. La decisione dell’ex nazionale arriva dopo l’assurdo comunicato di una dirigenza che, da un anno e mezzo, sbaglia sempre tempi e modi di fare le cose. E’ il momento di dire basta.

Lo ha fatto per primo Stefano Fiore dimettendosi e chiarendo alcuni punti oscuri. Nel farlo ha precisato che sarebbe ritornato sui suoi passi solo ed esclusivamente se l’amministratore delegato, Domenico Quaglio, si fosse fatto da parte. Un concetto che ha unito anche la tifoseria organizzata che, con un comunicato, ha chiarito che l’unico modo per ristabilire la pace sia l’allontanamento dell’ad. Da qui un titolo forte ma vero: mors tua, vita mea. Perché l’uno non integra l’altro ed è il limite che non ha consentito, fino ad oggi, una crescita adeguata. Inutile dire che è il momento di schierarsi. Chi lo doveva fare, lo ha fatto. Finanche preferendo personaggi che non hanno fatto nulla per trovare consensi, anzi. Purtroppo Cosenza è fatta anche di persone che, sedute in poltrona, puntano il dito e accusano senza dati reali. Sono quelle stesse persone che hanno un fine, uno scopo da raggiungere. Perché il Cosenza calcio è un amore per pochi e un’opportunità per molti. E’ proprio il caso di dirlo alla Dante: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Chissà che quantomeno la Divina Commedia sia conosciuta dai finti dotti del calcio cosentino. Infine ma non meno importante. Doveroso ricordare all’attuale società la promessa fatta ai tifosi un anno e mezzo fa: “Nessuno di coloro che ha gravitato intorno al Cosenza calcio negli ultimi dieci anni sarà ammesso nuovamente al San Vito”. Ragion per cui, quantomeno su questo aspetto, si eviti di riportare nel Cosenza personaggi non graditi.

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