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Spogliatoio in agitazione. La società del Cosenza mira a ridimensionare

Spogliatoio in agitazione. La società del Cosenza mira a ridimensionare

Con il comportamento di Quaglio, che ormai ha nelle sue mani tutti poteri, si rischia di creare delle fazioni. Nel gruppo c’è chi è fermo ad ottobre e chi ha preso acconti di dicembre.
quaglio primissimo pianooL’amministratore delegato Domenico Quaglio è in carica da agosto 2011 (foto mannarino)
Lo spogliatoio sta per diventare una polveriera. Senza il punto di riferimento che nell’ultimo anno e mezzo è stato Stefano Fiore, è per forza di cose l’amministratore delegato Quaglio il nuovo tramite con i calciatori. L’ad è diventato di colpo direttore sportivo, direttore generale e addetto stampa. Sarebbe interessante conoscerne anche la partecipazione in termini di quote, dato che nell’ultima visura camerale aggiornata a fine novembre non c’è traccia del suo nome. Tornando all’attualità, il gruppo che la domenica onora la maglia rossoblù non vive certo momenti indimenticabili, anzi farebbe volentieri a meno di situazioni del genere. La compattezza che ha caratterizzato i Lupi da agosto 2011, almeno a livello sportivo, è stata seriamente messa in discussione dal comportamento di chi effettua i bonifici bancari. In rarissimi casi è stato corrisposto un acconto di dicembre, in altri i pagamenti sono fermi a metà novembre, in altri ancora non si è superata la soglia di ottobre. In questo modo si sono formati dei sottogruppi che difficilmente avanzeranno richieste sindacali collettive come nella conferenza di gennaio 2012, ma con cui, qualora le cose sul rettangolo di gioco non dovessero andare per il verso giusto, sarebbe molto più semplice contrattare rivedendo gli accordi. Perché il vero obiettivo della società è abbattere le spese da qui a giugno e non essere costretta a mettere mano al portafogli per circa 400mila euro. Saranno decisive, infatti, le prossime due partite di campionato contro il Città di Messina e il Montalto. Se l’Acr Messina dei Lo Monaco dovesse riuscire ad aumentare nuovamente il gap dalla più diretta inseguitrice, si passerebbe alle vie di fatto e il ridimensionamento diventerebbe operativo a tutti gli effetti. Il resto, vale a dire il pagamento dei vecchi calciatori (ma non gli arretrati di quelli rimasti ancora in rosa dall’anno scorso, ndr), il tentativo di collaborazione con le scuole calcio dell’hinterland e le parole di conforto dette allo spogliatoio, rischiano di apparire come semplici specchietti per le allodole… (Luigi Brasi)

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