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Stefano Fiore: “Con il Cosenza non si scherza”

Stefano Fiore: “Con il Cosenza non si scherza”

A distanza di una settimana dalle dimissioni torna a parlare Stefano Fiore che, in collegamento telefonico da Roma, ribadisce quanto già espresso sette giorni fa.
conferenza addio fioreStefano Fiore durante la sua ultima conferenza da ds del Cosenza
E’ un Fiore sempre più lontano, anzi “lontanissimo” come lui stesso ha dichiarato, quello che ai microfoni di Ten durante la trasmissione Replay è tornato ad esprimersi dopo una settimana dalle sue dimissioni. “Una settimana anomala quella che ho trascorso perché mi sono dovuto distaccare da quella che è stata e ritengo sia tuttora la mia casa, ma non potevo più tacere e non me la sono sentita di andare avanti così”. Non nasconde la sua delusione l’ex azzurro che, sollecitato a commentare gli ultimi passi della società dopo il suo addio, non le manda a dire ed ironicamente commenta: “Mi viene da dire Wow! Stanno finalmente cominciando a lavorare cosa che in un anno e mezzo non hanno mai fatto. Cosa devo dirgli? Hanno saldato poche migliaia di euro a distanza di mesi, niente di così eclatante, e passi da gigante hanno fatto anche occupandosi della juniores che in un anno e mezzo non hanno mai finanziato appoggiandosi esclusivamente al lavoro della famiglia Perri e di Francesco Candelieri.” In merito poi al suo possibile rientro: “L’invito al sottoscritto a rientrare è rimasto su un computer (il comunicato a firma del Presidente all’indomani delle dimissioni n.d.r.) visto che altro non è successo. Ma devo dire che non mi aspettavo nulla, questo silenzio devo dare atto che è sintomo di intelligenza dal momento che avranno capito che siamo di due mondi diversi. In questo momento sono lontano, anzi lontanissimo dal Cosenza e questo mi dispiace perché tutto quello che c’è lo abbiamo costruito io ed il mio staff con amore e attaccamento verso la città e la maglia che la rappresenta, buttare via tutto questo fa male ma oggi respiro nuovamente”. E’ duro poi quando si affronta il problema della gestione della prima squadra: “Devono ora dare conto all’allenatore ed alla squadra che nell’ultima settimana sono stati abbandonati e soprattutto perché il Cosenza non è né di Stefano Fiore né della società ma esclusivamente dei tifosi che pretendono e meritano chiarezza.” Sollecitato poi dalle domande dei giornalisti presenti in studio sul suo rapporto con l’a.d. della società:” Io e Quaglio? Non ho niente contro di lui, ho solo detto che non era gradito agli imprenditori che ero riuscito ad avvicinare al Cosenza, quello che ho detto di lui nel nostro confronto dello scorso anno vale ancora. Il Presidente Guarascio ha sempre avuto molto rispetto per i suoi compagni di viaggio ma gli ho più volte spiegato che il calcio va ad una velocità supersonica e nonostante questo siamo riusciti ad ottenere risultati straordinari.” Si sofferma poi sulla questione juniores che dichiara essere stata “strumentalizzata, l’unica società che per il settore giovanile ha preteso una gestione esterna, Perri e Candelieri hanno aspettato da agosto 2011 la formalizzazione dell’accordo ma ad oggi nulla c’è stato.” Chiude, ed a quanto pare anche definitivamente, la sua attuale storia in rossoblù Fiore ricordando a tutti che: “Non sono importante io o la società quello che conta è la squadra ed una città intera che meritano il rispetto di questa società perché con il calcio a Cosenza non si può e non si deve scherzare”. Abbiamo poi raggiunto al telefono Francesco Candelieri al quale abbiamo chiesto di esprimere la sua verità in riferimento alla questione juniores: “Tengo a sottolineare che la juniores così come gli allievi della Nuova Cosenza sono una creatura mia e della famiglia Perri, la quale, nello specifico Vincenzo Perri, erano e sono tuttora l’unica risorsa per il futuro del calcio cosentino. Abbiamo provveduto interamente di tasca nostra a finanziare e portare avanti un progetto di alto profilo che oggi mi vedo sottratto esclusivamente per il grande amore profuso e per la passione che vi abbiamo investito. La famiglia Perri non ha mai cacciato o negato la struttura del Real Cosenza alla juniores o agli allievi, sono stato io a chiedere a loro, con grande dolore, di negare l’utilizzo delle strutture dal momento che dopo due anni che hanno atteso un accordo per l’utilizzo dei campi, esclusivamente affidandosi al mio impegno personale e per amore del Cosenza, non me la sono più sentita di impegnarli ulteriormente, per vedere mortificata la mia e la loro passione”. (Leonardo Depetris)
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