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Fiore-Guarascio, vertice fiume per il Cosenza

Fiore-Guarascio, vertice fiume per il Cosenza

Il presidente ha incontrato lo staff dell’area tecnica (c’erano anche Candelieri e Leonetti) in un luogo molto caro al sindaco Occhiuto: Palazzo Salfi. Le trattative continuano.
guarascio a lamezia col sambiaseGuarascio è chiamato ad un gesto di responsabilità verso il suo Cosenza (foto mannarino)
La tensione non è mancata nell’incontro fiume di ieri sera (quasi cinque ore) tra il presidente Guarascio e Stefano Fiore. I due, alla presenza di Candelieri e Leonetti, si sono incontrati intorno alle 19 in luogo tanto caro al sindaco Occhiuto: Palazzo Salfi. La location non è affatto casuale, in quanto è stato individuato un luogo neutro per evitare che qualcuno giocasse in casa. L’ex azzurro ha spiattellato a Guarascio tutte le mancanze della gestione dell’ad Domenico Quaglio che ha generato la situazione attuale: ritardi negli stipendi, spogliatoio in fermento, San Vito vuoto come nemmeno ai tempi delle due squadre, scoramento nei tifosi e svalutazione completa del brand Nuova Cosenza. Insomma, una gestione completamente insufficiente a cui i sostenitori chiedono che si metta la parola fine. Del resto, il sondaggio di CosenzaChannel.it in cui il 91,1% dei tifosi ne ha chiesto le dimissioni ne è testimonianza lampante. Fatto sta che l’atteggiamento ostruzionistico di Quaglio nei giorni scorsi, specialmente per quanto riguarda il settore giovanile, rischia di vanificare completamente la telefonata che Guarascio ha fatto a Fiore giovedì scorso dagli spogliatoi. Gli scenari possibili a questo punto sono diversi, ma tre rappresentano realmente gli sbocchi possibili: una soluzione all’italiana rimandata a lunedì dopo la partita con un passo indietro da parte di Guarascio e dell’area tecnica su alcuni punti, una rottura definitiva che causerebbe l’ennesimo terremoto stavolta definitivo con il rischio concreto che il Cosenza resti un porto di mare gestito da Quaglio, un’apertura seria ed intelligente del patron alle richieste di chi il calcio lo conosce davvero. (Luigi Brasi)

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