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Montalto-Cosenza: il giorno dopo è polemica sulla dirigenza biancoazzurra

Montalto-Cosenza: il giorno dopo è polemica sulla dirigenza biancoazzurra

L’Associazione “La Terra di Piero” denuncia l’atteggiamento nei confronti dei disabili e degli accompagnatori presenti ieri al match del Tarsitano.
1914 a paolaI sostenitori del Cosenza sventolano un mega bandierone col logo del 1914 (foto mannarino)
Una giornata da ricordare, quella di ieri, per il Cosenza calcio. Da dimenticare per il Montalto. E non solo per la squadra biancoazzura ma anche per la dirigenza accusata di essere stata poco ospitale nei confronti dei tifosi. Riportiamo a tal proposito un comunicato integrale dell’Associazione “La Terra di Piero”. “Ancora una volta siamo costretti a commentare l’ennesimo episodio che si è consumato ai danni di soggetti portatori di disabilità. Ieri a Paola, in occasione dell’incontro di calcio di serie D C.Montalto-Cosenza la dirigenza della squadra ospitante ha dato disposizione di far pagare il prezzo intero del biglietto ai disabili ed ai loro accompagnatori provenienti da Cosenza. Fermo restando che l’organizzatore dello spettacolo ha tutto il diritto (secondo le incomplete norme che regolano l’accesso dei disabili agli spettacoli) di farsi pagare il biglietto da quanti, disabili o non, decidano di assistere, la nostra associazione vuole esprimere, e lo farà sempre, tutto lo sdegno immaginabile di fronte a così grande mancanza di spirito di solidarietà perpetrato ai danni di una categoria di persone svantaggiate. Invitiamo la dirigenza del C.Montalto, unitamente al primo cittadino del centro cosentino (avv. Ugo Gravina), a riflettere e a dare le giuste risposte alla società civile su quanto accaduto ed oggetto della presente denuncia da parte della scrivente associazione e, nel ribadire la nostra più totale condanna a questo inqualificabile gesto, invitiamo quanti la condividono a boicottare tutte le attività del C.Montalto unitamente alle attività personali e professionali del corpo dirigente fin quando non sarà chiarita in modo inequivocabile la paternità del vergognoso atteggiamento discriminatorio”.

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