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Candelieri, morale a terra: “In 15 giorni distrutto il mio lavoro di un anno e mezzo”

Candelieri, morale a terra:  “In 15 giorni distrutto il mio lavoro di un anno e mezzo”

In esclusiva l’ex responsabile del settore giovanile della Nuova Cosenza Calcio sfoga il suo malessere e ci racconta quale sorte è toccata al gioiellino di casa rossoblù.
candelieri e fiore alla juniores
Giornata densa di avvenimenti in casa Cosenza ieri pomeriggio. Dopo la grana Biccio Arcidiacono, raccontata già in tempo reale da CosenzaChannel.it, è scoppiata anche la bomba ad orologeria del settore giovanile. Ad accendere la miccia Francesco Candelieri che, a seguito dell’ennesima infruttuosa giornata, trascorsa senza alcuna decisione in merito alla querelle Juniores, ai nostri microfoni sfoga la sua frustrazione. Ma ripercorriamo innanzitutto la cronaca di ieri. Alle 14,30 si sarebbe dovuto tenere un incontro tra i ragazzi della juniores, il presidente Guarascio e Stefano Fiore programmato per rispondere alle numerose istanze avanzate dai lupacchiotti e dalle loro famiglie. In comune si sarebbe altresì dovuta trovare una soluzione. A tale incontro, però, Guarascio, disattendendo nuovamente le promesse più volte fatte, non intendeva partecipare inviando quale “delegato” a rappresentarlo Kevin Marulla il quale, alla presenza anche di Florio, si è visto sommerso da una miriade di lamentele alle quali purtroppo, pur riconoscendone la veridicità, non ha potuto trovare soluzione stante la perdurante inerzia di una società totalmente assente. I ragazzi già di Brunello Trocini, ora guidati da Franco Florio, hanno a gran voce evidenziato la totale disorganizzazione ed inefficienza dell’apparato per loro predisposto nelle ultime settimane dal nuovo “asset” societario: mancanza di una doccia calda a fine allenamento, mancanze delle attrezzature basilari per svolgere il lavoro quotidiano (5 palloni in tutto tra juniores e allievi e totale assenza dell’abbigliamento, si è visto qualche ragazzo costretto ad indossare le vecchie divise della passata stagione), il solo Florio a dover gestire l’intero gruppo, (privo quindi di un preparatore atletico e di un allenatore dei portieri), a voler tacere poi di gravissime deficienze organizzative (nell’ultima trasferta alcuni ragazzi hanno dovuto utilizzare la propria macchina per raggiungere il sito della partita, la squadra è partita per Sambiase senza acqua potabile).
Raggiunto telefonicamente, Francesco Candelieri esprime il suo pensiero in merito: “Sono stati capaci di distruggere in 15 giorni tutto quanto avevo, insieme ai miei collaboratori, costruito in un anno e mezzo. Avevamo creato un gioiello di efficienza ed organizzazione che consentiva ai ragazzi di approcciarsi con entusiasmo e serenità all’attività agonistica, ad ai genitori degli stessi di sentirsi garantiti sul benessere dei propri figli.” E’ un fiume in piena Candelieri che, senza mezzi termini, non le manda a dire alla società: “Allo stato non intravedo alcun futuro calcistico per questa città. Con questa società non si può programmare e costruire alcunché, eravamo riusciti dal nulla a creare una struttura capace di portare alla partita della juniores una media di 600/700 spettatori, cosa che in nessuna categoria si vede per una formazione giovanile, e soprattutto a dotarla di uno staff tecnico degno di una prima squadra, modello di efficienza ed organizzazione. Ora anche i ragazzi mi trasmettono costantemente lo stato di abbandono in cui versano, addirittura mi riferiscono della totale assenza dei beni primari quali l’acqua calda per la doccia e della potabile per gli allenamenti e le partite. Anche alcuni genitori mi hanno confessato di pensare di ritirare i propri figli dall’attività agonistica. Non possiamo permetterci di disperdere un tale patrimonio fiore all’occhiello di una città intera.” E’ profondamente segnato nella voce Candelieri il quale chiude con un messaggio chiaro ed inequivocabile: “Mi auguro che questa società sarà celere, come lo è stata nell’ingaggiare Florio, a ratificare gli accordi intervenuti sin da agosto con lo staff che si è occupato sino ad ora del settore giovanile, il quale ha continuato a lavorare senza batter ciglio solo per il rispetto che nutrono nei miei confronti ed in quelli dell’area tecnica. Amo Cosenza ed il Cosenza e sono disposto a tutto per fare calcio con la C maiuscola nella mia città, ma in queste condizioni è impossibile. Nella vita mai dire mai ma ad oggi non intravedo alcuna via d’uscita”. (Leonardo Depretis)

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