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Cosenza, ora sì che pesa l’assenza di Biccio e della società

Cosenza, ora sì che pesa l’assenza di Biccio e della società

Gagliardi non ha mai potuto schierare il tridente Mosciaro-Arcidiacono-Guadalupi e non ha potuto neanche contare su Gassama, che ha pagato oltremodo i problemi della passata stagione.
gassama tira a PalazzoloGassama prova il tiro della disperazione a Palazzolo, ma la palla va fuori (foto shartella)
La matematica tiene ancora accesa una piccolo fiammella di speranza nell’ambiente rossoblu. I numeri saranno anche più certi della storia ma a giudicare da come è stata gestita l’ennesima stagione in casa silana, l’impressione è che una squadra, da sola, non possa lottare contro gli avversari e contro ciò che accade in casa propria. Il giorno dopo alla sconfitta di Palazzolo, manda in archivio i commenti positivi e le prestazioni che avevano mandato in sollucchero i tifosi nelle ultime giornate. Condannare gli uomini però, appare azzardato. I numeri, lo dicevamo, dicono che rispetto all’anno scorso la crescita del gruppo è esponenziale. Più punti e prestazioni importanti per una squadra che, non ce ne vogliano Parisi e soci, non sembra quella che ha vinto i playoff nella stagione precedente. La qualità non manca e la voglia nemmeno. Proprio per questo è lampante che non è una battuta d’arresto la chiave di lettura del campionato. Ieri il Cosenza ha pagato dazio, trovando una sconfitta che è il giusto prezzo per una rincorsa ardua. Il Messina sta provando a fare i miracoli ma la differenza di tasso tecnico, fra i peloritani e i silani, è davvero sottile. Sono altre le motivazioni che portano i giallorossi a più cinque dal Cosenza. Chiacchiere, conferenze, comunicati, addii e ritorni, non fanno il bene della squadra che ha accarezzato il sogno di portare i tifosi in massa a Messina per vincere in casa Lo Monaco il torneo ed ora deve iniziare daccapo. Purtroppo per il Cosenza, però, il tempo è galantuomo e i problemi che hanno condizionato il lavoro del gruppo negli scorsi mesi, si riflettono in modo limpido nelle prestazioni in campo. Un errore può starci in una partita ma per chi deve rincorrere e non può sbagliare un colpo, risulta maledettamente pesante. Fare i conti in tasca al Cosenza fa male ma è sempre un bene ricordare quanto accaduto. Questa squadra non ha mai potuto schierare il tridente Mosciaro-Arcidiacono-Guadalupi. Non ha potuto neanche contare su Keba Gassama, che ha pagato oltremodo i problemi della passata stagione. Il tutto diventa ancora più pesante se si considera che il Messina ha speso più del doppio dei Lupi, pronti a ridursi l’ingaggio e guidati in avanti dal capocannoniere del torneo. Anche il discorso mercato ha lasciato con l’amaro in bocca. A Messina sono arrivati Savanarola e Chiaria che stanno dando una grossa mano alla capolista. A Cosenza sono invece giunti uomini importantissimi, che hanno spostato la causa rossoblu solo per il fascino della piazza e di Stefano Fiore. Pensate cosa sarebbe accaduto se il club avesse profuso uno sforzo economico maggiore. Vivere pensando al passato fa male, ma giudicare un torneo in novanta minuti è peggio. Purtroppo però, il futuro in casa silana non è luminoso e, cosa ancora più triste, gli errori non hanno mai insegnato che basta poco a volte per cambiare la storia di un club. Guarascio, in tante conferenze, disse che lui voleva festeggiare il centenario del fra i professionisti. Di questo passo, il tentativo del presidente resterà un sogno o forse un obiettivo fallito. (f. p.)
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