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E adesso… “Non sparate sul pianista”

E adesso… “Non sparate sul pianista”

Dopo il ko di Palazzolo, l’ennesimo in Sicilia, è necessario interrogarsi sulle motivazioni reali di una debacle che ha poco di sportivo e tanto di approssimazione strutturale.
parisi su mazzeoCapitan Parisi controlla che Mazzeo non raggiunga la rifinitura del nigeriano Ike
“Non sparate sul pianista”, così recita in tante pellicole western il cartello che campeggia sul pianista del saloon costretto a recitare la sua parte anche se e quando nel locale i pistoleri di turno si sfidano a suon di pallottole e bottiglie infrante. Mai come oggi sembra adeguato affiggere questo avviso anche sulla porta di uno spogliatoio come quello del Cosenza che, a fronte di una stagione calcistica condotta su grandissimi livelli, vede intorno a sé volare dardi infuocati e soprattutto infrangersi vetri e specchi, luccicanti addobbi di un saloon che in realtà nasconde solo confusione e approssimazione. Se esistesse un manuale per la conduzione di una stagione vincente, nel capitolo “cose assolutamente da evitare” andrebbe riportato a chiare lettere, come esempio vivente, tutto quello che sta succedendo negli ultimi mesi sulle sponde del Crati. Squadra chiaramente abbandonata a se stessa, struttura organizzativa inesistente e soprattutto alcun segnale di stimolo proveniente da chi dovrebbe, e non fa, pungolare i suoi dipendenti al raggiungimento del massimo traguardo possibile. La domenica appena vissuta sui campi della serie D ci ha raccontato una storia molto diversa da quella che si sarebbe dovuta raccontare, si è parlato di una squadra scarica, di una sconfitta figlia della poca benzina nel serbatoio rossoblù, bisognerebbe a questo punto chiedersi il perché di tale evenienza e dei possibili rimedi che, a questo punto della stagione, bisognerebbe adottare. Una precisazione è d’obbligo: come qualcuno ha giustamente sottolineato in fondo nulla è perduto, nei confronti dell’ACR Messina bisogna recuperare “solo” due punti in classifica e comunque vincere il confronto diretto. Ma per poter fa si che tutto ciò avvenga appare oggi più che mai necessario che la società inizi ad operare come tale e che non si affidi più all’ormai noto refrain dell’improvvisazione. I calciatori sono certamente professionisti di livello immenso che hanno dimostrato, e siamo certi continueranno a dimostrare, tutta quella abnegazione e passione che fino ad ora hanno consentito di andare oltre le loro reali possibilità: 18 vittorie 2 pareggi e 6 sconfitte, questo lo score sino ad ora raggiunto da una rosa incompleta (Mosciaro febbricitante non dispone di alcun adeguato sostituto, totale assenza di un centrocampista in grado di variare il modulo tattico, ndr) e per giunta mai stimolata o realmente apprezzata da vertici societari che si affacciano negli spogliatoi solo ed esclusivamente per diffondere vane promesse. Eppure non lontano da Cosenza il Presidente della Vibonese, formazione ormai senza nulla realmente da chiedere al campionato, arriva a stimolare i suoi giocatori in vista del match contro il Cosenza addirittura stabilendo un premio partita in caso di vittoria al San Vito (!). Da noi? Tutto tace, non esistono premi per la vittoria del campionato, non si conosce di discorsi “stimolanti” rivolti alla squadra abbandonata alle “cure” del solo Gagliardi che, per quanto bravo, ancora per i miracoli pare non si sia attrezzato, nessuna dichiarazione d’intenti rilasciata anche e soprattutto a seguito di una sconfitta quale quella di ieri. Si preferisce disfare tutto quanto faticosamente costruito dalle altrui competenze senza immettere alcunché di stimolante o positivo ed assistere passivamente allo scorrere del fiume, forse nella sordida speranza che finisca prima possibile e con il minor danno possibile. A farne le spese, come sempre, sono la squadra che insiste a combattere nonostante e contro tutti e, soprattutto, i tifosi che vedono sfiorire e appassire lentamente ma inesorabilmente anche quella impercettibile fiammella di passione gelosamente custodita: “per favore, non sparate sul pianista”! (Antonio Pallo)

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