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Gagliardi: “Istigati dal calciatore della Vibonese, nulla da nascondere”

Gagliardi: “Istigati dal calciatore della Vibonese, nulla da nascondere”

Il tecnico del Cosenza: “Un novellino come me ha gestito la situazione e le polemiche durante la stagione, ma non diamo colpe alla squadra perché ciò che è stato fatto è un miracolo sportivo“.
gagliardi contro lagropoli al sanvitoGagliardi con i suoi immancabili RayBan mentre segue la gara da bordo campo (foto mannarino)
A mente fredda Gianluca Gagliardi analizza la sconfitta subita dalla sua squadra contro la Vibonese. L’undici di Soda ha interpretato bene la gara, mettendo il bastone frale ruote ad un Cosenza che vede un po’ più lontano il sogno promozione. “Rivedendo le azioni cresce il rammarico – sottolinea il tecnico – perché in occasione dei gol abbiamo commesso errori banali. Sulla prima rete ospite potevamo addirittura andare a bersaglio noi se Cavallaro avesse visto Foderaro. Poi è nata quella ripartenza in cui abbiamo sbagliato davvero tutto. Poi hanno raddoppiato e quando subisci due gol in pochi minuti diventa molto difficile reagire”. I motivi sono chiari ma è l’allenatore a rimarcarli. “Sono sette mesi che lavoriamo in condizioni difficili. Non cerco alibi ma in una rincorsa lunga può pesare. Ogni settimana è condizionata da qualcosa ed è dura affrontare un torneo così. Un novellino come me ha gestito bene le situazioni e le polemiche ma non diamo colpe alla squadra perché ciò che è stato fatto è un miracolo sportivo”. Poi l’allenatore ritorna sulle polemiche del post partita. “Ci sono due dati chiari. Il primo è che il giocatore ha chiesto scusa a me e anche all’avvocato Leonetti davanti a ad un esponente della Questura, quindi è evidente ciò che è accaduto. Dispiace che la società non abbia richiamato all’educazione un tesserato. Il secondo è che anche a noi sono capitate cose del genere. Contro il Ribera siamo stati minacciati e mi sono fatto male ad un piede per spingere i miei nello spogliatoio ed evitare polemiche. Purtroppo siamo stati istigati. Dopo la mia espulsione sono stato sputato dal giocatore ed anche un altro ha emulato il comportamento di Da Dalt. Una idea me la sono fatta ma la tengo per me. E’ chiaro però che siamo stati istigati e un giocatore solo, con un atto grave ha alzato un polverone. La mia reazione è stata fatta alla luce del sole perché non c’era nulla di esagerato. Non è stato uno schiaffo ma uno scappellotto ai capelli”. Poi ritorna a parlare della sua squadra. “Io vedo i ragazzi in allenamento. Mi viene chiesto se Marano e Paonessa potevano giocare dal primo minuto. Mi chiedo al posto di chi ma sottolineo che giocatori importanti devono essere pronti sia dall’inizio che a gara in corso. Ogni calciatore deve cercare delle motivazioni e se non lo fa è dura. Forse a qualcuno manca questo ma spesso può essere un gol anche fortunoso o la prima giocata riuscita a darti qualcosa in più”. In chiusura l’allenatore prova a compattare l’ambiente. “Avevamo rosicchiato qualcosa ma le due sconfitte sono colpa nostra. Forse quando ragioniamo diversamente paghiamo tutto a caro prezzo. Ora dobbiamo scrollarci le scorie e ragionare da Cosenza. Solo così possiamo sperare in un passo falso del Messina ma dobbiamo saperne approfittare”. (Francesco Ribera)

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