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Bergamini, svolta vicina: la Procura ha i nomi dei presunti assassini?

Bergamini, svolta vicina: la Procura ha i nomi dei presunti assassini?

Un articolo della Gazzetta dello Sport anticipa che sarebbero pronti degli interrogatori o degli arresti. Verrebbe premiato così il lavoro del procuratore Giacomantonio.
bergamini primo pianoL’ex centrocampista del Cosenza Denis Bergamini è scomparso la notte 18 novembre 1989
Indagati per l’omicidio volontario dell’ex calciatore del Cosenza Donato Bergamini. È quanto sostiene la Gazzetta dello Sport in un articolo pubblicato sulle coilonne della Rosa questa mattina. La Procura di Castrovillari sarebbe arrivata ad una vera e propria svolta dopo quasi due anni di indagini. Secondo la ricostruzione del giornale milanese, le strade percorribili sono due: interrogatori delle parti interessate (che non avrebbero accesso agli atti del pm) oppure le richieste di arresti portate all’attenzione del giudice per le indagini preliminari. Misure restrittive che sarebbero possibili qualora ci fosse un possibile inquinamento delle prove. Ad ogni modo, verrebbe premiato l’ottimo lavoro svolto dal procuratore Franco Giacomantonio e dal sostituto Maria Grazia Anastasia: la loro meticolosità ha dato grandi risultati. Le indagini negli ultimi tempi erano entrate nel vivo grazie ai passi in avanti compiuti dai carabinieri di Cosenza e di Castrovillari. Individuato il movente dell’omicidio (da far risalire alla vita privata di Bergamini), occorreva ricostruire lo scenario nel quale era maturato. Ecco perché sono state risentiti decine di testimoni (compresi gli ex compagni di squadra): molti di loro hanno contribuito a ricostruire il puzzle. Il cerchio si sarebbe fatto sempre più stretto tanto che la Procura avrebbe cancellato la parola “ignoti” già nel corso del 2012 dalla dicitura del caso “Omicidio volontario contro ignoti”. Gli indagati sarebbero anche stati monitorati da vicino: questo potrebbe aver dato l’accelerazione finale. Dopo 23 anni, pertanto, la famiglia Bergamini potrebbe conoscere la verità. Molto si deve all’avvocato Eugenio Gallerani, riuscito nell’arduo compito di ribaltare una sentenza già scritta. Ma mai accettata. (co. ch.)

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