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Cosenza, quella rincorsa che rischia di essere vanificata

Cosenza, quella rincorsa che rischia di essere vanificata

L’Acr pensa ai rinnovi dei contratti, Guarascio e Quaglio propongono la decurtazione del 20%. La differenza tra i club è in chi li guida dall’alto…
cosenza-sambiase1Parisi svetta in area di rigore avversaria tentando l’incornata su un corner (foto mannarino)
Marzo è pazzo. Anche per il Cosenza che risorge al quarto minuto di recupero di una gara a brividi. Dopo due sconfitte arrivano quindi due vittorie per la truppa silana pronta a sperare in un passo falso del Messina che, nei prossimi 180 minuti di campionato, si giocherà una gran fetta della propria stagione. E’ così perché se il “+5” dovesse rimanere intatto prima dello scontro diretto, diventerebbe complicato il cammino dei lupi, costretti a vincere a Messina e a “gufare” nelle due gare troppo facili che la truppa di catalano giocherà poi contro Ragusa e Nissa. Netta la differenza fra prima e seconda della classe. Il Messina vince con un gol di Chiaria e amministra il risultato con il minimo sforzo. Il Cosenza invece deve dare fondo alle sue energie. E anche a tutti i suoi uomini. E’ così perché ieri, forse per la prima volta, si è avuta l’impressione che la classe di Mosciaro e Guadalupi, seppure venuta fuori in modo cristallino, non sarebbe bastata per avere la meglio sul Sambiase. Proprio per questo la coppia Gagliardi-Aceto toglie dalla naftalina Pesce e Franzese. Due giovani nati nello stesso anno che hanno trovato poco spazio e che, in un San Vito reso affascinante dai riflettori, hanno cambiato volto al match. Il gol del giovane attaccante cosentino ha dato il via alla festa di una squadra che avrà anche perso contatto dalla vetta qualche giornata fa ma che ha gli attributi per restare incollata alla capolista. Quella di ieri è la vittoria del cuore. Tre gol, tre pali colpiti, colpi d’alta scuola e qualche intervento ruvido che è tipico di chi deve e vuole fortemente usare tutte le armi possibili per non mollare. Il Cosenza al 94′ ha portato a termine l’ennesima missione, di un gioco che riserverà ai tifosi rossoblu e giallorossi ancora cinque scenari. Il più importante metterà una contro l’altra due compagini che si stanno dando battaglia e che ad onor del vero meriterebbero entrambe di tornare fra i professionisti. La differenza però è tutta nella professionalità e nella voglia di ritornare ambiziosi. A Messina, dopo l’ottimo campionato, si inizia a parlare di rinnovi. A Cosenza invece, è stato proposto ai calciatori di decurtarsi lo stipendio del venti per cento. Una richiesta giunta prima di una gara delicata, con la squadra impegnata in una rincorsa difficile e con gli stipendi fermi a metà gennaio. Una qualsiasi società avrebbe forse messo un premio promozione ma a Cosenza no. Accade l’esatto contrario e i giocatori, anche quelli che da anni sudano la maglia rossoblu, sono messi in condizioni di imbarazzo. Guarascio all’inizio della sua avventura disse che avrebbe voluto festeggiare il centenario del Cossenza nelle categorie che contano. E’ questo il modo migliore? Siamo certi che la risposta è no, così come siamo sicuri che se un miracolo dovesse accadere, sarebbe merito solo della squadra. Pazza, a volte discontinua, ma pronta a giocare con il cuore più che con i piedi. E se è vero che marzo è pazzo, aprile fa il fiore e a maggio si ha il colore. La speranza di una città è che possa sbocciare un Fiore. Rosso e blu… (Francesco Palermo)

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