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Inconsistente il peso di Guarascio e Quaglio in Lega. Ora i due valutano il ricorso

Inconsistente il peso di Guarascio e Quaglio in Lega. Ora i due valutano il ricorso

Come da previsione, il Cosenza non ha peso politico in Lega. Presidente ed amministratore delegato avevano già fallito questa estate nella vicenda dell’ammissione tra i prof.
quaglio e guarascioL’amministratore delegato Quaglio e il presidente Guarascio allo stadio (foto mannarino)
E’ in queste situazioni che un tifoso del Cosenza capisce di non avere una società forte ed autorevole a rappresentarlo. Le due giornate inflitte a Manolo Mosciaro erano scontate visto il peso politico che (non) hanno dimostrato di avere Guarascio e Quaglio. In diverse sortite pubbliche, l’amministratore delegato si è vantato spesso dei buoni rapporti che mantiene in Federazione: semplici parole, come quelle relative al dossier inviato a Roma l’altro giorno. Non serviva la palla di vetro per capire che avrebbero fatto un buco nell’acqua. E così Gagliardi si presenterà al San Filippo senza due pedine, dalla qualità di Arcidiacono e Mosciaro, che Ferrigno non ha saputo regalare a Catalano nonostante avesse più fondi a disposizione di Fiore. Il Cosenza è stato depotenziato completamente, spuntato, piegato, ma se al lato sportivo si aggiunge anche l’assenza totale di una dirigenza che non azzecca un colpo, si spiega facilmente l’ostilità della piazza verso chi siede sulle poltrone più importanti di Viale Magna Grecia. La società sta valutando l’ipotesi di fare ricorso, se esistessero i presupposti, per tentare di ridurre la sanzione inflitta al bomber del campionato di Serie D e per permettergli di disputare il match-clou dell’anno. Chissà che esito avrà, si spera non lo stesso della battaglia con la Figc intrapresa in estate. Vittima palese di un’ingiustizia, il Cosenza non riuscì a far valere i propri diritti per lo stesso motivo per cui non è riuscito a salvaguardare Mosciaro. Si prenda ad esempio proprio l’Acr. Per la vicenda delle penalizzazioni legate alla vecchia proprietà, non ha esitato a rivolgersi al migliore legale di diritto sportivo italiano: l’avvocato Chiacchio. Invece in riva al Crati si scelsero altre vie. Come dimenticare inoltre la storia di Pietro Arcidiacono? Dopo 10 minuti dalla nota del sindacato di Polizia, Guarascio e Quaglio scaricarono Biccio abbandonandolo al proprio destino. Potevano il Giudice Sportivo e le varie corti a cui il calciatore si è poi rivolto a spese proprie non tenere conto del comportamento dei suoi datori di lavoro? Il presente a Cosenza è questo, il futuro è nero come la mezzanotte. (co. ch.)

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