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Cosenza, niente paura. Comunque vada sarà un successo

Cosenza, niente paura. Comunque vada sarà un successo

Gagliardi ed i rossoblù hanno già vinto il duello a distanza con Catalano, ma la differenza per la promozione l’hanno fatta le due società. In riva al Crati serve aria nuova…
COSENZA-licata4Una delle frequenti sortite offensive del Cosenza nel match contro il Licata (foto mannarino)
Stringere i denti e lavorare per non avere rimpianti. Il Cosenza ha due gare per provare a rosicchiare cinque punti al Messina. I più speranzosi conteranno anche il match del Messina con la Nissa, ma la realtà, dura da digerire, rende gli ultimi novanta minuti quasi inutili nella corsa promozione. Un dato che lascia poche speranze ma che deve tenere viva la fame dei Lupi. Un dato positivo infatti c’è. Battendo i giallorossi al San Filippo, ci sarebbero novanta minuti per sperare, tifare Cosenza e anche Ragusa (che deve ancora salvarsi) e credere in un sogno difficile ma anche per questo forse stupendo. Dura ma non impossibile, anche se solo la matematica non sa ancora che i peloritani hanno un passo e mezzo fra i professionisti. Da grande squadra però, il Cosenza continua a fare il suo. La differenza fa i padroni di casa e il Licata ieri è stata netta. Solido in difesa, invalicabile a centrocampo e imprendibile in avanti, il gruppo di Gagliardi ha cancellato i siciliani dal campo, trovando un grande Foderaro e un assetto nel rettangolo verde che lascia ben sperare in vista del big match del San Filippo. Paonessa e Benincasa hanno stravinto il duello con i mediani ospiti mentre Guadalupi è un lusso che questo club dovrebbe preservare in tutti i modi, comunque vada. La differenza fra Messina e Cosenza infatti è solo nei cinque punti di distacco. Gagliardi, con il materiale a sua disposizione, ha vinto il duello a distanza con Catalano e i suoi uomini, sia nello scontro diretto che nello spettacolo offerto in campo, hanno ampiamente dimostrato di essere all’altezza del primato. Viene quasi naturale chiedersi il perché di un campionato che rischia di trasformarsi in un mare di rimpianti. Gagliardi ieri ha affermato che non vuole guardare indietro. Aziendalista il tecnico silano. Noi invece preferiamo dire che il Messina ha una scuderia migliore di quella silana. Un gruppo pieno zeppo di buone individualità e ricambi di buon livello. Ottimi under e un società che quando ha intuito il rischio in arrivo dalla Calabria, ha onorato il mercato. Savanarola e Chiaria hanno cambiato la squadra. Il primo ha scaldato spesso la panchina ma ha dato una mano al gruppo, e questo fa capire la differenza di programmazione. Il centravanti invece è risultato tremendamente efficace in questa corsa promozione. Carta bianca da Lo Monaco ai suoi uomini che hanno saputo pescare nel mercato. Carta canta per il Cosenza invece, costretto a fare di necessità virtù. I rossoblù alzeranno di certo il trofeo per la società più pulita del girone. L’otto in condotta però non è mai servito a niente. Specie se i risultati dovessero bocciare il Cosenza e rimandarlo nuovamente a ripetere l’anno fra i dilettanti, proprio nella stagione del centenario. Forzare i paletti economici e alzare il profilo di una club che vale di più. Sia in caso di promozione che di permanenza in D, i silani avranno bisogno di una ventata di novità. (f. r.)
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