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Speciale Messina-Cosenza: il centrocampo

Speciale Messina-Cosenza: il centrocampo

Standard quello dei peloritani, Gagliardi invece è riuscito a lavorare su diversi assetti. Guadalupi e Maiorano sono i due numeri dieci in grado di infiammare le rispettive tifoserie.
maiorano-guadalupiI due numeri dieci a confronto: Maiorano e Guadalupi, che classe (foto pernice-mannarino)
La linea mediana è la vera forza del Cosenza ed è forse l’unico settore in cui il Messina lascia qualcosa a desiderare. Forse anche per scelta, perché i peloritani hanno puntato su una difesa d’acciaio e un attacco da categoria superiore. Le individualità non mancano, ma se i giallorossi, almeno a sentire gli addetti ai lavori, hanno qualcosa in meno del Cosenza sul piano del gioco, lo si deve forse a una mediana che rispetto ai silani ha meno fantasia. Stefano Maiorano è l’uomo d’ordine che prova a dettare i ritmi e a guidare il reparto. Un giocatore di sicuro affidamento che conosce bene la categoria per aver giocato in passato in squadre molto competitive. Al suo fianco Rosario Bucolo ha disputato una buona stagione. Forte fisicamente, dotato di buon tiro e bravo a rubare palloni, il centrocampista peloritano è un elemento che in Serie D può fare la differenza in special modo se impiegato da mediano puro. Anche Cicatiello ha fatto il suo, dimostrando così come Lagomarsini, la bontà delle scelte dei peloritani, che hanno prelavato giovani giusti dal vivaio del Genoa e anche dal Catania, come nel caso di Comegna. Gli esterni offensivi inoltre funzionano. Parachì, classe 1992, ha conquistato un posto importante nelle gerarchie di Catalano. Tante presenze e gol pesanti in una stagione indubbiamente da incorniciare per uno dei tanti ex Milazzo che già prima di arrivare a Messina, si conoscevano alla perfezione. Via Leon, che più che un attaccante o un centrocampista era la controfigura del talento da Serie A, è arrivato Savanarola. Devastante al Paternò, meno incisivo in maglia giallorossa dove ha trovato giocatori forti e un equilibrio di squadra da non snaturare a sbarrargli la strada. Quando ha giocato però, ha dimostrato di essere un valido elemento. Uno forte, da Messina. Anche con la sua nuova squadra infatti, ha messo insieme tre reti e numeri che torneranno utili a Catalano. Se il Messina si gode un reparto solido, il Cosenza ha fatto ancora meglio. A conti fatti i rossoblù hanno il miglior centrocampo del torneo. Benincasa è un calciatore di categoria superiore. Forte in fase di rottura, esperto nel guidare i compagni e, soprattutto, dotato di grandissima intelligenza tattica. Ha preso per mano i compagni, trovato un grande alleato in Adriano Fiore. Il centrocampista cosentino sta portando a termina una delle sue migliori stagioni. Corsa, grinta, qualità e un buon bottino di gol messi a segno nei momenti delicati del torneo. Se si considera la sua disarmante duttilità e il fatto che ha giocato con un ginocchio davvero messo male, la stagione di Adriano è da dieci. Bene anche i giovani di casa rossoblù sui quali in tanti hanno messo gli occhi. Salvino e Piromallo sono due ’93 che in qualsiasi altra squadra avrebbero giocato da titolari fissi. Nella loro città si sono alternati mettendo a segno anche gol importanti e giocando con personalità. Discreta anche la stagione di Pesce. Potenzialità enormi venute a galla soprattutto nelle ultime partite ma un carattere particolare per un ragazzo che ha i numeri per sfondare. Più di altri. Davanti a questa batteria di grandi interpreti del ruolo, ha giocato Mirko Guadalupi. Lo inseriamo fra i centrocampisti ma uno come lui non ha ruolo. Fantasia, numeri di gran classe, imprevedibilità e tecnica da vendere. Guadalupi ha acceso la luce della squadra e fra assist e reti messe a segno è incisivo quanto Mosciaro. Ottima l’intuizione di chi ha portato a Cosenza un giocatore ancora giovane, fiaccato da infortuni pesanti ed esperienze poco stimolanti, affidandogli le chiavi della manovra silana. Ha risposto egregiamente con otto reti e assist a iosa. Adesso tante squadre sono pronte a strappargli una promessa per la prossima stagione. Cosenza e Messina hanno buoni motivi per essere in vetta a giocarsi il campionato. Se in difesa i peloritani hanno vinto il confronto, a centrocampo i silani sono nettamente superiori e tante delle reti messe a segno, sono frutto del lavoro di un reparto qualitativamente superiore alle altre squadre. Da nove la linea mediana silana. Da sette quella giallorossa che ha però compiti diversi, svolti comunque bene. Per noi, però, resta il centrocampo il reparto più forte dei silani. Avremmo detto l’attacco, ma l’assenza di Arcidiacono ha condizionato l’andamento del torneo. Di questo però, avremo modo di parlarne nell’appuntamento di domani. (f. r.)

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