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Pallavolo, De Marco chiaro: “Voglio chiudere la carriera alla DeSetaCasa”

Pallavolo, De Marco chiaro: “Voglio chiudere la carriera alla DeSetaCasa”

Il libero di Cosenza domenica contro Casarano ha sfoderato una prestazione esemplare. Le sue sensazioni sul match di domenica e sull’intera stagione disputata dai rossoblù.
festa desetacasaIl gruppo della DeSetaCasa è stato fondamentale nella conquista della salvezza (foto rosito)
Il ruolo del libero nel volley è un ruolo di recente apporto rispetto agli antichi canoni del gioco, ma è un ruolo assolutamente delicato. Il libero è uno specialista di un determinato fondamentale : la ricezione. Il sestetto fa perno su questo uomo per rendere solido il suo gioco. Una buona ricezione permette un palleggio più agevole e, di guisa, un attacco ragionato. Oltre a ciò il libero è un po’ come un portiere di calcio: veste una maglia diversa, ha competenze specifiche, vive sotto pressione nell’attesa di un tiro/schiacciata, difende il suo fortino e se sbaglia lui si perde il punto. Ciò premesso, possiamo ben comprendere lo stato d’animo palesato partita dopo partita dal “nostro” libero, Massimo De Marco. Massimo in questa stagione è stato spesso sotto l’occhio del ciclone della critica: la ricezione era il punto debole di Cosenza ed anche per via del suo peso apparentemente fuori forma. Ma lui non si è mai arreso, non si è mai scomposto, non ha mai dato segni di cedimento. Tutt’altro! In campo è sempre il primo a gridare ed incitare i compagni a non demoralizzarsi mai anche quando la partita sembrava già compromessa. Non a caso è stato soprannominato dai compagni “el grinta”. La salvezza è passata anche dalle sue mani (o dalle sue braccia); una volta conquistata era doveroso rendergli omaggio.
Contro Casarano si è conquistata una vittoria importantissima che ha regalato alla DeSeta la salvezza. Che partita è stata secondo te?
“È stata una partita molto dura contro un avversario molto forte. È stata una vittoria di gruppo. Siamo stati molto bravi. Tatticamente abbiamo fatto il 100%. Poi con un pubblico così era doveroso vincere. Siamo contentissimi”.
Quest’anno sei stato spesso sotto l’occhio della critica. Come hai reagito a ciò?
“La critica fa bene. Fa bene sempre , specialmente se costruttiva, perché ti tiene sotto pressione e sei motivato a dare e fare sempre di più. Certo se avessi avuto meno ‘problemi’ fisici le cose sarebbero andate molto meglio sin dall’inizio. Grazie all’aiuto dello staff e della nutrizionista della squadra sto cercando di entrare in peso forma. Sicuramente non sono quello che la gente ha visto quest’anno posso dare molto di più. Nelle ultime gare finalmente abbiamo trovato l’assetto giusto e con Fabrizio Marano abbiamo svolto un lavoro tattico eccezionale che ha rappresentato la vera arma in più contro tutte le avversarie”.
Cosa è cambiato da Jeroncic alla “gestione Marano”?
“Sono cambiate un po’ di cose. Come ho detto prima è cambiato il modo di approcciare alla tattica: prima ne facevamo poca, ora si studia di più ed i ritmi sono alti. Poi Fabrizio è un grande motivatore, ti trasmette tanta tranquillità ma allo stesso tempo tanta grinta che poi trasfondi in campo e diviene tutto più facile”. 
Prospettive future?
“Dal mio canto posso dire che io con la società mi trovo molto bene, vorrei chiudere qui la mia carriera. Stanno scommettendo su di me e mi danno la tranquillità. È giusto ripagarli nel migliore dei modi”. (Pasquale Marzocchi)

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