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Cosenza, l’ennesima prova di professionalità

Cosenza, l’ennesima prova di professionalità

I calciatori rossoblù hanno dimostrato di essere ancora sul pezzo e di non aver ceduto alle tentazioni di fine stagione. Mostrare gratitudine a loro e al tecnico è un atto dovuto.
parenti gol col savoiaParenti gonfia la rete del Savoia per la quarta volta. Poi farà cinquina Benincasa (foto shartella)
Quante volte nella storia più o meno recente del calcio italiano, avvilito da ormai troppi veleni che poco hanno di sportivo, abbiamo avuto modo di assistere a tracolli improvvisi di squadre che, ormai perso l’obiettivo finale o consolidata la propria posizione di classifica, scendono in campo con scarso mordente e prive del furore agonistico mostrato sino alla domenica precedente. Non per essere ripetitivi ma per il bisogno di sottolineare ancora una volta lo spessore morale e le qualità umane di un gruppo meraviglioso, i lupi hanno dimostrato, in terra di Campania, di che pasta sono fatti. Pronti via e dopo 20 minuti di calcio spumeggiante la pratica Savoia era praticamente archiviata, tramortita dai colpi di Manolo Mosciaro e dalle sopraffine giocate di un Mirko Guadalupi che, non ce ne vogliano gli altri componenti la rosa, proprio insieme al bomber cosentino rappresentano quel “quid plus” capace di impreziosire un gruppo eccezionale. Forse è proprio per questo che ci piace sottolineare la prova di altri tre elementi, forse sino ad ora non troppo considerati o, semplicemente, oscurati dalla troppa luce proiettata dai fuoriclasse della squadra. Onore allora al ritrovato Fabio Salvino che, riportato finalmente nel suo ruolo naturale, sfodera quella grinta e quelle qualità che, non più tardi di un anno fa, lo avevano elevato al ruolo di rivelazione del campionato targato Tommaso Napoli, etichettandolo come il futuro del calcio cosentino. Meritevole di considerazione anche il finale di campionato che regala al pubblico di fede rossoblù un Paonessa, centrocampista di quantità e qualità, capace di dare equilibrio e geometrie ad un centrocampo che, da sempre ripetiamo, forse di un puntello di qualità ne avrebbe avuto tanto bisogno. Da ultimo, una particolare menzione per l’intero campionato e per l’abnegazione dimostrata merita Adriano Fiore. Terzino destro, laterale di una difesa a cinque, interno di centrocampo, ala destra o sinistra poco importa. Corsa, sacrificio, quantità e qualità hanno contrassegnato il campionato di quel giovanotto che tanti Cosenza fa, in quel di Chievo Verona, ci aveva fatto assaporare il profumo del calcio che conta. A pensarci bene è proprio grazie all’applicazione ed alla disponibilità di uomini come lui se Mister Gagliardi ha potuto lavorare con serenità sugli uomini a disposizione, consapevole che qualsiasi richiesta a questi rivolta avrebbe comunque trovato risposta positiva e pronta. Appare quindi necessario per il rispetto dovuto a questi uomini, protagonisti di una strepitosa battaglia sportiva durata una stagione intera contro l’ACR Messina, ancora una volta rappresentargli il nostro incondizionato affetto e ringraziamento, sperando che, almeno quest’anno, tutti i sacrifici fatti non restino lettera morta. (Antonio Pallo)

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