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Pallavolo, Spadafora non si accontenta: “La DeSetaCasa poteva fare meglio”

Pallavolo, Spadafora non si accontenta: “La DeSetaCasa poteva fare meglio”

Lo schiacciatore è stato utilizzato da centrale ed ha accettato il ruolo di gregario: “Ma io credo nel progetto Cosenza e se la società vuole sono pronto a restare in rossoblù”.
spadafora muro centraleSpadafora, con il numero 18, salta a muro con Andropoli e Malluzzo (foto rosito)
Un esempio. Ecco, è proprio questa la giusta aggettivazione da affibiare a Marco Spadafora, centrale della DeSetaCasa Cosenza. Memorizzate questo aggettivo perché da qui a breve capirete il perchè. Come il Capitano, lo conosciamo da tempo; un giocatore che nel volley cosentino è abbastanza stimato e affermato. Ha sudato per anni al fianco di Piluso e vederlo quest’anno soffrire in panca ha fatto una strana sensazione. Ma nonostante ciò, quando è stato chiamato in causa ha risposto alla grande entrando in campo con grinta, determinazione ed esperienza. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela, ha accettato con grande serietà e professionalità il ruolo ritagliato dalla società. Solo tanto lavoro e morale alto nello spogliatoio. Il suo contributo è stato preziosissimo e vale doppiamente perché Marco nasce e costruisce una carriera pallavolistica da schiacciatore mentre quest’anno è stato utilizzato da centrale (come primo cambio dopo Muccio e Smiriglia). La sua elevazione e le sue notorie capacità fisiche ne hanno favorito il non facile cambiamento (un centrale di 1,85/90 è raro nel volley). Ecco perché un esempio: perché non è facile accettare una panchina dopo anni da titolare specialmente in un ruolo complesso e non tuo. Dunque, prima di un bravo e serio atleta abbiamo scoperto un grande uomo. Qualche giovanotto di oggi (in tutti gli sport) dovrebbe prenderne esempio.
Marco, raggiunta la salvezza già la scorsa settimana è ora di tirare un po’ le somme. Come commenti la stagione che sta per concludersi?
“Una stagione di alti e bassi. Fortunatamente siamo riusciti a risollevarla in tempo ma sono sicuro che Cosenza poteva fare ben altro campionato. Non siamo squadra da salvezza ma da altri e più alti obiettivi. Annoveriamo gente nel roster come Di Fino, Galabinov, Andropoli ecc. che in questa categoria fanno la differenza. Per cui non ti nascondo che un pizzico di rammarico c’è”.
Con la gara vinta contro Martina siamo a 7 vittorie in 8 gare, è cambiato tutto dalla “gestione Marano”.
“Noi abbiamo sicuramente cambiato mentalità. Fabrizio in questo è stato un maestro. Io ho avuto la fortuna in passato di averci giocato insieme per cui vedo ancora il giocatore e meno l’allenatore. Ma è stato fantastico in questo ruolo: ci ha dato motivazioni, sicurezza, ci ha scaricato dalle tensioni accumulate. Bravo. Veramente bravo”.
Quest’anno sei stato utilizzato con il contagocce e ,peraltro, da centrale non il tuo ruolo originario. Tuttavia quando sei entrato o sei stato chiamato in causa hai fatto benissimo, il tuo contributo è stato preziosissimo. Come si accetta questo ruolo qui?
“Guarda non è facile. Credo fermamente nel progetto di Cosenza. Nella mia carriera è la prima volta che mi capita di fare panchina, ho sempre giocato titolare in tutte le squadre in cui ho giocato. Nonostante ciò e nonostante il nuovo ruolo ritagliatomi mi sono messo sempre a disposizione del mister ed ho aspettato il mio momento. L’importante è farsi trovare pronto. Penso di aver dimostrato ampiamente che posso starci in questa categoria anche da centrale”.
Prossima stagione?
“Io sono uno che non vive di pallavolo. Mi piace follemente questo sport ma vivo alla giornata. L’anno prossimo , peraltro, farò il passo importante sposandomi, per cui è tutto un punto interrogativo. Ma a prescindere da ciò, se rientro nei piani societari e vogliono confermarmi… io ci sarò”. (Pasquale Marzocchi)

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