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Quando Guarascio diceva: “No al passato…”

Quando Guarascio diceva: “No al passato…”

– l’editoriale di Piero Bria –
Era il 3 settembre 2011 e sbandierò: “Nessuno di quelli che sono gravitati intorno al club silano negli ultimi dieci anni farà parte di questo progetto”. Ora si prova a fargli cambiare idea.
quaglio e guarascio al sivintoQuaglio e Guarascio sulla pista del Sanvitino durante un loro saluto alla squadra (foto rosito)
Qualcuno ha la memoria corta, chi per motivi d’età e chi per convenienza. Tanto vale ricordarle anche a chi, oggi, sta cercando di preparare il terreno al ritorno di Massimiliano Mirabelli. Non ce ne voglia quest’ultimo, che è riuscito ad entrare nel libro dei record del sodalizio silano sia per le vittorie che per l’oneroso contratto da direttore sportivo, ma l’attuale presidente della Nuova Cosenza ad inizio avventura (3 settembre 2011) precisò quanto segue: “Nessuno di quelli che sono gravitati intorno al club silano negli ultimi dieci anni farà parte di questo progetto”. Visto che il patron di Ecologia Oggi è uomo di parola e la sua gestione è “chiara e cristallina” (come lui stesso ha affermato) logico pensare che la promessa venga mantenuta. E allora dove sta il problema? Vicino al presidente ci sono un paio di persone che stanno cercando di forzare la mano, chi da poco e chi da molto. Eh si, cari tifosi, c’è chi sta provando a fare le scarpe a Stefano Fiore persino alleandosi con chi, fino a poco tempo fa, veniva sbeffeggiato ed etichettato come “tagliaturu”. Penserete: possibile che si rinneghi un figlio della nostra terra? Purtroppo si. Questa città produce anche simili esseri. E la cosa che rattrista è che ci sia qualcuno che possa dare credito a chi ha dimostrato di dar conto solo al Dio Denaro. La speranza è che il presidente Guarascio riesca a rimanere lucido rispettando le promesse fatte ad una tifoseria intera. Il campionato volge al termine è c’è bisogno di creare un “ambiente unito” (parole di Guarascio sempre nella conferenza del 3 settembre 2011). Per farlo serve continuare sulla strada tracciata da Fiore. Perché l’ex nazionale deve rappresentare una risorsa ed essere il nostro “spot” all’esterno. Siamo stanchi di elemosinare calcio. Basta poco per rendere il futuro del Cosenza calcio dignitoso.

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