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Oh mio capitano…

Oh mio capitano…

Da Parisi a Mosciaro, da Gagliardi a Stefano Fiore. Il Cosenza 2012-2013 ha concluso la sua regular season con tanti condottieri figli di una stessa terra. 
festa contro ragusaGagliardi, Parisi e gli altri calciatori sotto la Bergamini domenica dopo il 90′ (foto mannarino)
O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane. Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba; Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano; Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti“. Dopo l’assassinio di Abraham Lincoln così recitava Walt Whitman salutando l’ormai caduto protagonista della guerra di secessione americana. Certo la storia può e deve essere interpretata con occhi sempre diversi, perché in fondo è diversa la percezione della vita che ognuno di noi ha ed il senso che gli si vuole dare. Senza voler con ciò scomodare paragoni troppo alti, non ce ne voglia la storia, è questo per noi il senso di una stagione intera dove la “nave” Cosenza ha avuto tanti “Capitani” ai quali oggi, prima dell’apertura dei playoff, ed a prescindere dall’esito che questi avranno, riteniamo doveroso rivolgere il nostro omaggio. Primo tra tutti “il capitano”, per la storia Aniello Parisi da San Giuseppe Vesuviano cosentino di adozione, il quale, alla soglia dei 40 anni ha dimostrato come passione, professionalità e serietà consentono, a chi ne ha voglia, di superare qualsiasi barriera, fisica o mentale che sia: di lui rimarranno nella memoria l’amore per la maglia e la coerenza di un uomo che merita di poter festeggiare con la fascia di capitano al braccio il centenario del calcio cosentino. Menzione speciale merita, poi, quello che ci piacerebbe tanto fosse il nostro “capitan futuro”, il bomber Manolo Mosciaro da Cosenza: 27 reti, assist a profusione e un impegno costante per l’intero campionato. Ma questi sono numeri, importanti ma pur sempre numeri, ciò che più conta è che l’uomo Mosciaro ha deciso di abbracciare la sua città, senza se e senza ma, rinunciando, forse, a palcoscenici ben diversi, con la consapevolezza che tutto è più difficile quando devi essere protagonista in casa tua. Essere “capitano” significa poi assumere il ruolo di condottiero impavido di un gruppo di uomini votati al sacrificio ed al raggiungimento di un obiettivo, ecco allora emergere l’altro “capitano” di questa stagione, mister Gianluca Gagliardi da Cosenza, colui che, giunto in punta di piedi e nello scetticismo dei più, ha avuto la capacità di plasmare un gruppo di uomini veri consentendogli di superare anche quegli ostacoli dinanzi ai quali i più si sarebbero arenati. Lealtà, onestà e professionalità: queste le doti del nostro condottiero al quale, senza alcun dubbio, possiamo riservare sin da ora un posto speciale nella nostra memoria in rosso e blù. Da ultimo, senza con ciò voler dimenticare tutti gli uomini che hanno contribuito, da protagonisti o dietro le quinte, al compimento di quella che per noi è e resterà comunque un’impresa, ai quali abbiamo già rivolto il nostro grazie, l’ultimo “capitano” che vogliamo menzionare è noto alle cronache con il nome di Stefano Fiore da Cosenza: di sicuro qualcuno potrà storcere il muso o, meglio, ritenere che tessere le lodi del direttore sportivo non sia altro che un semplice “tirare la volata” per non meglio precisati interessi sottesi. Ma la realtà, di palmare evidenza, narra di 133 punti in due stagioni partite in ritardo e con disagi notevoli, di una stima incondizionata da parte dell’intera rosa pronta a sposare il progetto in virtù di una semplice telefonata, dell’affetto allo stesso dimostrato da un’intera tifoseria. Se questo vuol dire “tirare la volata” o essere sfacciatamente di parte, beh togliete pure il se. Chi scrive non solo è sfacciatamente di parte ma, di più, ne va anche profondamente orgoglioso: quando un cosentino incontra sulla sua strada un altro cosentino capace e pulito non può che andarne fiero. Tutto questo nella speranza che quest’anno, diversamente dal recente passato, si possa ambire ad una promozione anche se dalla porta di servizio… perché in fondo solo questo manca, tutto il resto è pura noia. (Antonio Pallo)

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