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Gagliardi uno di noi

Gagliardi uno di noi

– l’editoriale di Piero Bria –
E’ partito tutto da Guarascio, che quindi sarà il primo a doversi assumere le proprie responsabilità. L’allenatore ha risposto a tono da cosentino verace, senza peli sulla lingua.
gagliardi contro lagropoli al sanvitoIl tecnico del Cosenza Gagliardi ha fatto benissimo sulla panchina dei Lupi (foto mannarino)
Proviamo a fare ordine. Alla fine del campionato regolare, il Cosenza si appresta a disputare i playoff. Il momento è topico. Caricare la squadra, incentivarla a dovere, è fondamentale. Tutto sembrava girare finalmente per il verso giusto ed il presidente della Nuova Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, che fa? Rilascia una dichiarazione affermando “mi sento orfano di Napoli”. Fosse rimasto in silenzio, come avvenuto per un anno e mezzo, probabilmente il presidente avrebbe evitato la risposta del tecnico Gagliardi e soprattutto quella dei tifosi (definiti in un comunicato “frange” ma che sono, invece, tanti ed insoddisfatti dello stato di cose). Inutile quindi che la dirigenza silana addossi colpe alla nostra testata o ad altre testate che hanno dato risalto ad una dichiarazione fuori luogo. Quando Guarascio afferma che “ognuno si assumerà le proprie responsabilità” fa bene. L’importante è che lui sia il primo. Perché è da lui che è partito tutto. Senza dimenticare la mancanza di rispetto verso l’attuale allenatore, Gianluca Gagliardi. Quest’ultimo ha risposto a tono, senza peli sulla lingua, mostrando la vera personalità di un cosentino verace. Il titolo “Uno dei nostri” non poteva che essere più azzeccato. In molti sostengono che a Cosenza ci si faccia la guerra contro. “Ad ogni cosentino che emerge, ce ne sono novantanove pronti a sotterrarlo” disse Pino Citrigno in un’intervista rilasciata a CosenzaChannel circa due anni fa. Ebbene, se per alcuni vale questo detto, noi vogliamo cambiare registro. Fiore, Gagliardi, i tifosi e coloro che vogliono il bene del Cosenza non verranno mai additati come colpevoli (fino a quando non dimostreranno il contrario). Siamo con loro perché il nostro unico scopo è il bene del Cosenza e loro, ogni giorno, hanno dimostrato di lavorare per il bene del Cosenza. Ognuno può avere idee diverse, ma siamo tutti figli di questa terra. Possiamo essere in disaccordo su tante cose ma, e su questo credo non ci siano dubbi, chi vuole il bene del Cosenza mette davanti l’amore per questi colori. Altri, invece, dimostrano come il Cosenza sia un’opportunità. Ed è da qui che nasce il dissenso. Queste persone provano ad additare noi come colpevoli di questa situazione perché vogliono far riacquistare credibilità a chi non ne ha avuta sinora. Non solo, alcuni stanno tentando, in maniera molto spudorata, di spianare la strada a vecchi cavalli di ritorno. CosenzaChannel commise l’errore, anni fa, di addormentarsi dinanzi al ritorno di Pagliuso. Fu un errore imperdonabile. Riconoscere le proprie colpe dimostra anche che, nella vita, si può sbagliare e bisogna assumersene le responsabilità. Lo stesso errore non verrà commesso oggi. Il motivo è semplice. Non vediamo in Guarascio la figura di un presidente carismatico, pronto ad investire nel Cosenza per costruire una società forte e con delle basi consone a far partire un vero progetto di rilancio. E badate bene, nessuno ha interessi nascosti come qualcuno vuol far credere o nessuno vuole commettere l’errore di giudicare l’uomo Eugenio Guarascio. Lungi da noi. Se sosteniamo Fiore è perché siamo coscienti di quello che è stato in passato e di quello che può essere in futuro. Questo non significa che, un domani, faremo finta di niente dinanzi ad errori commessi dall’ex nazionale. Oggi però bisogna cercare di contrastare chi, nell’ombra, prova ad ipnotizzarci per riproporre quello che il passato ha bocciato. Due anni fa alla nascita di questa nuova società, al grido “il Cosenza è rinato e nessuno del passato tornerà” ci siamo uniti. Oggi quel grido è ancora attuale. Basta guardare indietro, basta aver paura di chi ci siede di fianco. Cosenza ha bisogno di cambiare aria, di sentirsi finalmente libera da ogni sospetto. Presidente Guarascio, lo faccia per la città, vada via. Preferiamo altre figure che quantomeno riescano a guardarci in faccia e dirci che, per rinascere, serve l’aiuto di tutti e non i soldi di un uomo solo. Se ancora Serie D sarà, quantomeno giocheremo coscienti di quello che siamo e sicuri di quello che vogliamo.

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