Cosenza Calcio

Cosenza, aspettando il nuovo ds: Stefano Fiore

E’ presumibile che a breve il presidente Guarascio scelga il nuovo direttore sportivo per la prossima stagione. Tra la riconferma di Fiore ed una nuova chiamata (si parla di Mirabelli, Mangiarano o Pagni) cerchiamo di fare l’identikit del nuovo diesse rossoblù.
fiore primopisnoIl ds del Cosenza Stefano Fiore è in attesa di conoscere il suo futuro (foto mannarino)
Secondo appuntamento con il nostro dossier. Nella prima puntata (clicca qui) abbiamo parlato di Massimiliano Mirabelli, ex direttore generale del Cosenza ora osservatore dell’Inter. Adesso è il turno del ds attuale dei Lupi Stefano Fiore. I due sono entrati in rotta di collisione da un po’ di tempo e le schermaglie mediatiche non sono mancate. Ad ogni modo, Guarascio nell’incontro di lunedì pomeriggio non ha dato grosse indicazioni all’ex azzurro, limitandosi semplicemente a sondare il terreno. Che il presidente abbia voglia di cambiare è fuori discussione, tanto quanto è chiara l’intenzione dell’ultimo numero dieci del 1914 di non vivere un’altra stagione da separato in casa. “Se i presupposti saranno gli stessi del biennio appena finito – ha commentato a caldo – le strade si divideranno”. La partita però non è per nulla chiusa e se da un lato Fiore vuole farsi garante con la squadra che vengano rispettati gli accordi, dall’altra il numero uno di Viale Magna Grecia vorrebbe trovare un accordo per il debito verso il Real Cosenza certificato dalla Federazione.
FIORE. Stefano Fiore è stato il fulcro attorno a cui si è costruito il progetto sportivo dopo le macerie lasciate dal professionismo. I nove soci della Nuova Cosenza non erano unanimi nel puntare su di lui perché attratti da piani di lavoro paralleli. A furor di popolo è stato invece insignito dell’incarico di responsabile dell’area tecnica con la benedizione di Palazzo dei Bruzi, pronto a sposare immediatamente le esigenze della piazza. Sin dal primo momento Fiore si è scontrato con una serie di problemi atipici per il mondo del calcio: la totale inesperienza della proprietà e la lentezza nell’affrontare decisioni di vitale importanza. Esempio lampante è la trattativa con Mosciaro e il suo procuratore: saltò alla prima botta, salvo poi essere concretizzata grazie alle garanzie fornite dal Perri. Ad agosto 2011 la squadra partì per il ritiro di San Giovanni in Fiore con estremo ritardo e la rosa fu completata solo a campionato in corso: l’allenatore Patania pagò a caro prezzo un budget non elevato, e fu spesso costretto dalle situazioni di gara a schierare diversi under più del dovuto. A dicembre il capolavoro: Fiore prese Biccio Arcidiacono, Longobardi e Marano. I tre incisero a tal punto che il Cosenza non solo concluse ad un punto dall’Hinterreggio, ma vinse i playoff. La stagione fu terribile dal punto di vista dei rapporti con le stanze dei bottoni, tanto che i calciatori si presentarono in sala stampa per denunciare il mancato pagamento degli stipendi. Ad inclinare i rapporti ci pensò definitivamente l’amministratore delegato Quaglio che impose Napoli in panchina, non rispettando il ruolo che ricopriva l’ex azzurro. Nonostante ciò, quando il tecnico fu contestato apertamente dalla tifoseria dopo la famosa conferenza post-Sant’Antonio Abate, al suo fianco davanti ai giornalisti si presentò solo il ds. Nel nuovo campionato decise poi di puntare su uno sconosciuto suscitando il sarcasmo dei più: nell’affidare la panchina a Gagliardi, invece, non solo compiù un atto di grande coraggio, ma  lungimirante. Il trainer dei Lupi è entrato nel cuore dei tifosi tenendo compatto uno spogliatoio dove i ritardi e le mancanze della dirigenza sono stati all’ordine del giorno per il secondo torneo consecutivo. Preso il patentino di direttore sportivo, rispettò il budget fissato dal club allestendo un organico in grado lottare con la corazzata Acr Messina di Pietro Lo Monaco. Unica pecca fu il portiere: si aspettò oltremodo l’arrivo di Franza, salvo poi essere costretti a puntare su Frlez. Dicembre fu il mese decisivo. Perso Arcidiacono per la maglia pro-Speziale, ma conquistata la vetta dopo la roboante vittoria sui giallorossi, Guarascio non accettò di concedere fondi ulteriori per il mercato. Gli acquisti completarono sì in un certo senso l’organico, ma non lo rinforzarono a tal punto da poter reggere a lunga gittata. Contestualmente si verificò la rottura tra Candelieri (a lui vicino) e la proprietà provocando dimissioni a catena. Fiore rassegnò pubblicamente le dimissioni denunciando nefandezze di ogni genere, salvo poi tornare tacitamente sui propri passi per non abbandonare la squadra. Il secondo posto in campionato, sebbene non possa essere considerato una vittoria, ha messo in luce le qualità manageriali dell’ex azzurro.
PRO… Fiore è riuscito a portare calciatori di un certo livello tecnico al San Vito ottimizzando i costi e sfruttando anche la sua figura, in grado di fornire da sola garanzie morali. Provenzano, Romano, Longobardi, Mosciaro, Arcidiacono sono elementi da categoria superiore che hanno sposato Cosenza specialmente grazie a lui e al suo modo di vivere lo spogliatoio come se ne fosse ancora parte integrante. In mente aveva di valorizzare i giovani del posto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Apprezzato dalla maggioranza della tifoseria, ha avuto il merito di lanciare Gagliardi in una piazza calda come Cosenza e vincere la scommessa. Una società “normale” gli riconferirebbe lincarico non solo per questioni di marketing comunicativo.
… E CONTRO. Sentirsi ancora parte integrante dello spogliatoio forse lo ha portato a non compiere delle selezioni drastiche. Ha usato di sovente toni pacati con gli atleti rossoblù, quando invece sarebbe stato il caso di estrarre la sciabola. Inutile inoltre girarci attorno: se non verrà confermato è perché non è compatibile con l’amministratore delegato Quaglio, che ha un forte ascendente sul patron Guarascio. Aver denunciato i limiti della società ne ha fatto un ottimo sindacalista… ma che ad un “padrone” di azienda non può piacere affatto. (Stefano Sicilia)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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