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Chiarezza e trasparenza

Chiarezza e trasparenza

– l’editoriale di Piero Bria –
In due anni di gestione Guarascio, al Cosenza ritardi nei pagamenti, assenza di programmazione, assenza di comunicazione e mai una presentazione. La città merita un presidente capace di essere sincero con la tifoseria.
guarascio caldoIl biennio di gestione firmato Eugenio Guarascio non ha brillato per molti motivi (foto sicilia)
Il campionato è finito e il presidente Guarascio, paladino della “chiarezza e trasparenza” (come da lui affermato in più circostanze) non si è fermato a parlare di futuro. Era stato lui, playoff in corso, a dire che avrebbe chiarito tutto a bocce ferme. Così non è stato. Ora, doverosa precisazione per chi si è perso qualche passaggio, è giusto dire che qui non si vuole minimamente mettere in discussione l’uomo, ma il presidente di una squadra di calcio che non riesce a capire tempi e modi di un mondo, quello pallonaro, che non aspetta nessuno. Guarascio deve chiarire molti aspetti. In primis il suo ruolo. Un presidente non si comporta come lui, ma è fermo nelle decisioni e, soprattutto, decide quello che è meglio per la società. Dopo aver ritrovato la parola (vengono diramati comunicati come noccioline a differenza di mesi fa) è il caso che Guarascio trovi il tempo anche per sedersi a tavolino e rispondere alle domande che, in molti, vogliono porre al patron rossoblù. Il futuro si costruisce oggi e con il centenario alle porte non è consentito assistere ai siparietti degli ultimi due anni. Se Guarascio vuole continuare ad essere il presidente deve iniziare a farlo. E per farlo c’è bisogno di assumersi le responsabilità che il suo ruolo impone. Solo così potremmo realmente constatare la “chiarezza e trasparenza” di cui parla il patron di Ecologia Oggi. Altrimenti saremo punto e a capo.

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