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Cosenza, che stoccate a Guarascio e Mirabelli da parte di Citrigno

Cosenza, che stoccate a Guarascio e Mirabelli da parte di Citrigno

L’ex vicepresidente: “Nel 2007 investimmo di nostra tasca un milione di euro, altrettanti arrivarono dagli incassi domenicali e più di 500mila euro da sponsor e contributi di varia natura”. All’attuale patron: “Non ci sono certezze all’orizzonte, solo un padre-padrone”.
Citrigno pINOL’ex vicepresidente del Cosenza 1914 Pino CItrigno. E’ amatissimo dalla tifoseria rossoblù
Pino Citrigno è stato intervistato stamattina dalla Gazzetta del Sud sul particolare momento che sta vivendo il Cosenza. Come è nel suo costume, non si è risparmiato nei commenti ed ha risposto anche alle affermazioni proferite da Massimiliano Mirabelli nell’intervista andata in onda durante il programma Tackle (ogni venerdi all 21 su Rti, canale 12 del digitale terrestre) due settimane fa. “Se dovessi dare un titolo alla situazione attuale di Viale Magna Grecia? Prenderei in prestito “Kaos” dei fratelli Taviani. Non vedo molte certezze all’orizzonte. L’unica è che la società è in mano ad un padre-padrone. Il calcio non può andare avanti così: bisognerebbe affidarsi a tanti piccoli imprenditori che e non a un solo uomo al comando. Bisognerebbe puntare ad un’equa distribuzione delle quote e mi pare che l’intenzione iniziale di chi ha dato il via al progetto fosse quella, anche se poi molti soci hanno lasciato. Di sicuro non è facile, in questo periodo, rintracciare persone intenzionate ad investire nel calcio. Le prospettive? Non sono molto rosee, anche perché chi ha in mano la società non intende lasciare a nessuno il pacchetto di maggioranza. Come vedo la figura di Guarascio? E’ un imprenditore che “prende” dalla Città dei Bruzi ed è giusto che qualcosa la restituisca”. Pian paino l’attenzione si sposta su argomenti collaterali. “Mangiarano? Credo che qualunque direttore sportivo arrivi a Cosenza sia destinato a fallire ugualmente: senza una società forte alle spalle non si compiono molti passi in avanti. Servono anche gli investimenti”. Poi arriva la stoccata a Massimiliano Mirabelli: “Disse che quando vincemmo il torneo di Serie D la società non investì molto denaro. Si tratta di un concetto sbagliato. Per arrivare primi, la società investì di propria tasca un milione di euro, altrettanti arrivarono dagli incassi domenicali, mentre più di 500mila euro arrivarono da sponsor e contributi di varia natura”. Parola di un cosentino di origine controllata. (co. ch.)

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