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Il procuratore di Mosciaro da Guarascio. Intanto il Messina chiama anche Guadalupi

Il procuratore di Mosciaro da Guarascio. Intanto il Messina chiama anche Guadalupi

Il presidente del Cosenza ancora non ha scelto il nuovo dg, ma i tre calciatori più rappresentativi sembrano più lontani dai rossoblù per il comportamento attendista del patron.
gualupi gol col cittàIl gol di Guadalupi realizzato contro il Città di Messina in campionato (foto mannarino)
Ieri sera Eugenio Guarascio ha avuto un incontro di quelli importanti, ma non ancora per stabilire chi sia il nuovo direttore generale del Cosenza (le ipotesi come noto sono tre: Fiore, Mangiarano e Quaglio che si affiderebbe ad una serie di intermediari per il mercato, ndr), bensì con il procuratore di Manolo Mosciaro. Francesco Romano ha incontrato il numero uno del club per discutere della situazione del cannoniere principe della Serie D e per fare il punto della situazione. E’ seguito da club di categoria superiore dove potrebbe monetizzare le prestazioni dell’ultimo biennio a cifre che Viale Magna Grecia non può garantire. Ovvio, Manolo è uno che ragiona con il cuore e ha già dimostrato di non pensare ai soldi quando ha deciso di strappare il contratto con il Grosseto per tornare a casa. La situazione, tuttavia, adesso è un tantino diversa. Per sua stessa ammissione traballò già a gennaio dinanzi all’offerta della Nocerina, tentennerà di certo quando l’Acr Messina (per dirne una, ma occhio sempre ai Molossi e alla Vigor Lamezia se dovesse sistemare i problemi dirigenziali) gli metterà sul tavolo la propria proposta. Intanto, notizia certa, è che l’Acr Messina si è fatto avanti anche Mirko Guadalupi. La strategia di Ferrigno potrebbe essere stata chiara: dichiarare pubblicamente l’interesse per due calciatori ed iniziare lavorare ai fianchi del terzo. Guadalupi ieri ha preso tempo in attesa di capire cosa succederà dalle parti del San Vito, ma che la vincitrice del torneo di Serie D vada in pressing sugli elementi della sua più agguerrita antagonista non può che essere un riconoscimento oggettivo alle intuizioni di Fiore e Leonetti. (Luca Sini)

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